venerdì 31 dicembre 2010

Strumenti per il digital storytelling: Flickr

Un lavoro che indubbiamente sarebbe da fare, recuperando quanto già indicato e sperimentato da altri, è una rassegna degli strumenti on line per le narrazioni digitali.
Avevo trovato delle affinità tra le proposte di un testo ormai classico, quello di Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, (Einaudi, Torino 1973) e l’utilizzo di Flickr. La logica che guida l’affinità è la sostituzione delle parole - lo strumento utilizzato da Rodari - con le immagini digitali e i relativi commenti/didascalie che Flickr permette di pubblicare on line (Rodari e il social networking, in Luigi Colazzo, Andrea Molinari, Manuela Pegoraro, Nicola Villa (a cura di) E-learning tra formazione istituzionale e lifelong learning, Atti del V Convegno SIEL, Trento, Facoltà di Economia 8-11 ottobre 2008, 2008, pubblicati on line all’indirizzo http://siel08.cs.unitn.it/Atti/html/bruni.html ISBN/ISSN: 978-88-8443-272-8).
Il passo ulteriore è stato, come esercitazione proposta agli studenti, di raccontare il loro percorso scegliendo una foto per ciascun anno di università e commentandola. Gli esiti sono stati interessanti…
Questi i link per i lavori realizzati dagli studenti del corso di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento dell’anno 2009-2010:
Luigi: http://www.flickr.com/photos/unimol/4548667747/in/photostream/
Enrica: http://www.flickr.com/photos/49646553@N03
Maria: http://www.flickr.com/photos/49631829@N04
Vittoria: http://www.flickr.com/photos/49504806@N07/sets/72157623908462674/
Antonio: http://www.flickr.com/photos/49516334@N02/sets/72157623817878845/
Michela: http://www.flickr.com/photos/49575943@N08/sets/72157623942879254/
Simonetta: http://www.flickr.com/photos/ciaonetta/
Michela T.: http://www.flickr.com/photos/49585250@N06/sets/72157623796342411/
Annarita: http://www.flickr.com/photos/49935395@N08/
Marisa: http://www.flickr.com/photos/50237354@N05/sets/72157623953218839/
Assunta: http://www.flickr.com/photos/50104654@N03/sets/72157623921753519/
Adriana: http://www.flickr.com/photos/49907389@N04/sets/72157623997963306/

sabato 25 dicembre 2010

venerdì 24 dicembre 2010

Giocare con gli autoritratti

Rispetto agli anni passati, ho introdotto, all'interno del Laboratorio di metodologia del gioco e dell'animazione, una nuova esercitazione. Prendendo spunto da un aureo libretto di Bruno Munari, Alla faccia! (Corraini, Mantova 1992) ho mostrato in quanti modi un volto possa essere raffigurato e stilizzato. Mi sono divertito a fare riferimento anche alle emozioni espresse tramite il volto, recuperando quanto detto da Charles Le Brun (Le figure delle passioni. Conferenze sull'espressione e la fisionomia, Cortina, Milano 1992). La proposta operativa è stata molto semplice: realizzare autoritratti, eventualmente evidenziando uno stato emotivo. I risultati sono stati interessanti e credo realizzerò un apposito set di immagini in Flickr per mostrarli.
Se sono grato a tutti i partecipanti al laboratorio, devo un ringraziamento particolare a Francesca Colella che, oltre a eseguire l'autoritratto, ha ritratto me e la cultrice della materia: grazie del regalo!
Questo è il link per vedere il disegno:

domenica 12 dicembre 2010

Il faro di Punta Penna

Tornando verso casa ho fatto una sosta al faro di Punta Penna, al porto di Vasto, visto tante volte da lontano. Cito dal bel libro di Enrica Simonetti (Luci ed eclissi sul mare. Fari d'Italia, Laterza, Roma-Bari, 2005, p. 215): "la luce del faro di Vasto brilla ad oltre 80 metri al di sopra del livello del mare. La torre poligonale del faro poggia su un edificio a due piani, sul molo di punta Penna, e la sua laterna ha un raggio potentissimo che s'inoltra per 25 miglia. Costruito dal Genio Civile nel 1912, il faro è stato ricostruito nel 1950".
Qui le foto:

martedì 7 dicembre 2010

Per Stefano Bonometti e Jessica Cerchiari

Ho impostato questo blog come un blocco di appunti ad uso personale per avere sempre disponibile quanto ho distribuito nei tre computer che uso normalmente e nell'hard disk che mi porto dietro come ormai indispensabile protesi. Oggi sono però dispiaciuto di questa impostazione: vorrei avere un frequentatissimo blog per dare risonanza alla bella iniziativa realizzata dal prof. Stefano Bonometti e dall'insegnante Jessica Cerchiari. Il prof. Bonometti, durante il Laboratorio di metodologia del lavoro di gruppo tenuto all'Università del Molise, uilizzando skype, ha dato modo di presentare una esperienza estremamente interessante di Philosophy for Children realizzata da Jessica Cerchiari nella scuola dell'Infanzia "Giovanni Sega" di Brescia. L'esperienza, la cui presentazione ha dato origine ad un dibattito (da parte mia ho chiesto notizie sull'uso dei linguaggi non verbali), meriterebbe di essere documentata e spero che resoconti e materiali possano essere pubblicati on line. Importante anche la tecnologia usata: Skype. Una metodologia "povera", a costo zero, ma che è stata perfettamente funzionale: audio e video hanno funzionato in maniera ottimale permettendo una interazione anche con gli studenti. L'ideale sarebbe stato realizzare un video dell'incontro, magari da inserire nella web tv dell'ateneo, ma comunque almeno qualche foto è disponibile a questo indirizzo: http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/sets/72157625419325601/.
Ancora complimenti a Stefano Bonometti e Jessica Cerchiari!

lunedì 29 novembre 2010

Immagini per raccontare: un esempio francese

Ho trovato, ormai tempo fa, un libretto (Jean Perrot, Fernad Fau, 30 Histories ed images san paroles a raconter par les Petits, Librairie Classique Fernad Nathan, Paris, senza indicazione di data di stampa, ma direi primo Novecento) che mostra quanto nelle proposte didattiche possa essere stretto il rapporto tra immagine e racconto. L'idea presentata, ma si tratta con ogni probabilità di una enfasi di natura tutta pubblicitaria, viene indicata come una novità assoluta: la proposta consiste nel far raccontare storie a partire da trenta immagini (o gruppi di immagini). L'intento educativo emerge, oltre che dai riferimenti alla vita quotidiana, dalle "virtù" che le storie vorrebbero presentare (e promuovere): gentilezza, impegno, pulizia, onestà, generosità, coraggio.... A tali "virtu" sono ovviamente contrapposte storie con le conseguenze negative legate a "vizi" come la disobbedienza, la maleducazione... Per un esempio rinvio a questo link:
L'idea di per sè è molto semplice, anche se il fatto che il libretto in questione sia arrivato alla dodicesima edizione ne mostra in qualche modo l'efficacia.
Certamente prima di ragionare in termini teorici sull'uso educativo delle immagini e sul rapporto tra immagine e racconto, sarebbe importante coglierne in termini storici l'evoluzione.

sabato 27 novembre 2010

Carrino e Giuliani alla Coppetella

Gilberto Marconi mi ha invitato il 20 novembre scorso alla Parrocchia del S. Cuore alla Coppetella a Jesi: l'occasione era data dall'installazione della croce di realizzata da Nicola Carrino. Bell'incontro partecipato con testimonianze (che avrebbero meritato di essere registrate) di Nicola Carrino e Giuliano Giuliani. Ho potuto rivedere l'altare realizzato da Giuliani a partire da un blocco di travertino. Belle emozioni.
Queste le foto:

venerdì 19 novembre 2010

Schön e il tirocinio come mondo virtuale

Stavo pensando ad alcune questioni legate alla formazione degli insegnanti e soprattutto alla funzione del tirocinio... Ho ritrovato la definizione di tirocinio come mondo virtuale di Schön, tema su cui sarebbe interessante lavorare:

"Il tirocinio è un setting progettatto allo scopo di apprendere una pratica. In un contesto che si avvicina molto al mondo della pratica, gli studenti apprendono attraverso il fare, sebbene il loro fare abbia una piccola ricaduta sul lavoro del mondo reale. Essi apprendono per mezzo di progetti prestabiliti che simulano e semplificano la pratica; oppure prendono parte a progetti del mondo del mondo reale ma sotto una stretta supervisione. Il tirocinio è un mondo virtuale, relativamente libero da pressioni, distrazioni e rischi rispetto al mondo reale, nonostante si riferisca ad esso. Si colloca nello spazio intermedio tra il mondo della pratica, il "profano" mondo della vuta ordinaria, e il mondo specialistico del sapere accademico" (Donald Alan Schön, Formare il professionista riflessivo, edizione italiana a cura di Maura Striano, Angeli, Milano 2006, p. 72)

domenica 7 novembre 2010

La presa di Ancona in un quaderno scolastico

Mi sono preso un mezz'ora di pausa per sistemare la mia piccola collezione di quaderni scolastici. Tra quanto ho recentemente trovato ce n'è uno con una copertina che non mi era mai capita di vedere: un disegno della presa di Ancona del 29 settembre 1860. Il disegno è assolutamente di fantasia, ma è espressione della notorietà a suo tempo raggiunta dall'episodio, soprattutto se si tiene conto della sede decentrata dell'editore. Lavorare sull'uso didattico delle immagini rappresenta una prospettiva interessante: pagelle, quaderni hanno rappresentato una forma oggi in definitiva abbandonata per istruire ma anche per indottrinare (sto ovviamente pensando alle pagelle durante il fascismo)... sia pure in forme diverse una attenzione all'immagine è sempre stata presente prima dell'avvento della rivoluzione digitale.
Dimenticavo, la copertina è visibile a questo indirizzo: http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/5153712019/in/set-72157625206008377/

mercoledì 3 novembre 2010

Per C.B. L' Alfabetiera e Munari

Per C.B.
Sempre pensando alla sua tesi su Munari, le segnalo di Stefania Bassi, Cristiana Zambon, Daniela Bassi, Alfabetiera, Lapis Edizioni, Roma 2010. E' un libro/oggetto interessante: fornisce una serie di adesivi da pplicare sulla tastiera di un computer per trasformare l'apprendimento della scrittura in un gioco tramite la proposta di una serie di esercizi: individuazione delle lettere dell'alfabeto tramite il piccolo disegno nell'adesivo sopra il tasto, individuazione di numeri tramite una serie di indovinelli, ... la rinvio al sito dell'editore per maggiori approfondimenti: http://www.edizionilapis.it/it/libro.php?id=261.
Ripensando a Munari una prima riflessione è la seguente: Munari con i prelibri ha voluto avvicinare e familiarizzare i bambini al libro. E' possibile immaginare Munari che realizza dei precomputer? E' una idea del tutto fuori luogo? Se è possibile ragionare intorno al rapporto tra Munari e libro/scrittura, cosa si può dire del rapporto tra Munari e il mondo digitale?
Più in particolare, ecco la seconda riflessione, Munari con l'Alfabetiere si è occupato dell'insegnamento della scrittura. Andando oltre Munari, ma proseguendo sulla sua linea, cosa si potrebbe dire? Nelle realizzazioni di Katsumi Komagata la prospettiva di Munari viene ripresa? Nell'Alfabetiera, che unisce scrittura, videoscrittura e gioco, possiamo ritrovare lo spirito di Munari o no?
Mi faccia sapere, ho comunque una copia dell'Alfabetiera in studio...

lunedì 1 novembre 2010

Per A. M. - Una recente indagine su videogiochi e genitori

Per A. M.
Segnalo per la sua tesi sui videogichi una recente indagine su un tema che va sviluppato: il rapporto tra genitori e videogiochi. L'indagine promossa dalla AESVI (Associazione editori software videoludico italiana) e ISPO (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) è disponibile on line al seguente indirizzo:
http://www.aesvi.it/cms/view.php?cms_pk=1427&dir_pk=902
Le consiglio di visionare anche gli altri materiali presenti nel sito della AESVI, che per quanto non sia disinteressata, presenta una documentazione di grande interesse. Mi faccia sapere....

martedì 19 ottobre 2010

Xeniteia

Nelle mie letture in tema di intercultura mi sono imbattuto in una bellissima operetta di Michel de Certeau, autore che conoscevo ma di cui non avevo ancora letto Mai senza l’altro (Edizioni Qiquajon. Comunità di Bose, Magnano (BI) 2007). Stavo cercando materiali sul tema dell’empatia e del decentramento e non pensavo che questo potesse essere un tema su cui trovare riflessioni recenti così belle all’interno del cristianesimo nella cui tradizione la figura biblica dello straniero meriterebbe forse una riflessione rinnovata. De Certeau ricorda la nozione biblica di xeniteia, di sradicamento: “questo movimento […] consiste nel partire per altrove, come Abramo, “senza sapere dove” (Eb 11, 8), per udire in terra sconosciuta la parola umana di Dio, oppure nello sperare da altrove il suo volto d’uomo in una storia sorprendente” (p. 15). In tal senso il monaco non fugge dal mondo, ma si rende estraneo “ad una terra arredata già di segni cristiani” per partire verso “una terra che ne era ancora sprovvista” (p. 112). C’è qualcosa di affascinante, in questi tempi in cui si cerca il radicamento in comunità locali sin troppo fiere della loro identità, nel voler farsi estranei, nel divenire volontariamente stranieri.

domenica 10 ottobre 2010

Scrittura, oralità ed immagini tra Simone e Florenskij

Rileggendo quanto scritto da Pavel Florenskij (Le porte regali. Saggio sull'icona, a cura di Elémire Zolla, Milano, Adelphi 2002), mi è venuto in mente un parallelo con la tesi di Raffaele Simone (La terza fase. forme di sapere che stiamo perdendo, Roma-Bari, Laterza 2000) che sostiene, dopo l'invenzione della scrittura e della stampa, l'affermarsi di una terza fase in cui, rispetto alla tradizione culturale del testo a stampa, l'immagine è centrale. Certamente Florenskij, come cristiano ordodosso, è stato testimone di una religione e di una cultura che ha sostenuto come poche altre l'importanza dell'immagine e comunque il suo discorso non verte sull'immagine in quanto tale ma su un particolare tipo di immagine... tuttavia l'icona viene messa sullo stesso piano della comunicazione orale (c'è una "equivalenza dell'icona e della predicazione: la pittura d'icone per gli occhi è come la parola per le orecchie", p. 175) e del testo scritto (p. 95). E, se ammette che "le icone sono gli annunci della verità a chiunque, perfino all'analfabeta, mentre gli scritti teologici sono accessibili a pochi e perciò meno responsabili" (p. 84), è anche vero che chi dipinge icone sta "filosofando con il pennello" (p. 174). Per quanto si parli testi ed immagini sacre il parallelo è interessante: la risposta di Simone potrebbe consistere nel sottolineare che la sua è una ricostruzione interna alla storia della cultura occidentale...

domenica 3 ottobre 2010

Convegno SIPED - Giovani e comunicazione

Il 30 settembre ed il primo ottobre si è tenuto presso l'Università Milano Bicocca (bellissima sede:per una foto http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/5046914402/)il convegno della SIPED (Società Italiana di Pedagogia). Ho partecipato al gruppo Giovani e Comunicazione presentando una comunicazione su quanto fatto nel blog del corso di tecnologie (http://tecnodidatticaunimol.blogspot.com/).
Efficace l'idea di Pier Giuseppe Rossi di attivare un apposito sito (http://tecnosiped.pbworks.com/FrontPage)ed un blog (http://tecnosiped.wordpress.com/) per i lavori del gruppo.

sabato 2 ottobre 2010

Chadwick tra postumanesimo ed ecologia

Stavo ripensando ad una osservazione sentita in una iniziativa dedicata al dibattito sul post-umano (gli atti sono disponibili in Flavia Monceri (a cura), Sull'orlo del Futuro. Ripensare il post-umano, ETS, Pisa 2009): per lo più il post-umano viene messo in relazione con la tecnologia, quasi mai con l'inorganico. Ho letto quindi con piacere Pensa come una montagna di Paul Chadwick (l'editore italiano è Comma22 di Bologna, stampato nel 2008). Il racconto risale al 1989, ma per me è stata una scoperta: il protagonista del fumetto è Concrete, un uomo-roccia. L'idea di un simile protagonista non è certo originale, ci sono già altri antecedenti nel mondo del fumetto, ma il collocarlo in una dimensione ecologista tanto dichiarata ed esplicita mi ha colpito.
I riferimenti al dibattito sul post-umano sono esplicitamente presenti: "non è l'uomo che deve essere al centro di tutto" (p. 77), anche se la prospettiva ecologista prevale: "provate a uscire di casa cinque minuti senza sentire il rombo di un motore. Impossibile" (p. 147).

lunedì 27 settembre 2010

Tullio Pericoli all'Ara Pacis

Ho approfittato della proroga fino al 26 settembre per visitare la mostra di Tullio Pericoli all'Ara Pacis a Roma. Temevo di trovarmi di fronte ad una sostanziale replica di quanto già visto l'estate dello scorso anno ad Ascoli Piceno: mi sono dovuto ricredere. Non solo era presente una sezione dedicata ai ritratti, ma anche le opere presentate nella sezione dedicata la paesaggio erano nuove anche se, come comprensibile, caratterizzate dal medesimo stile.
Significativa la motivazione presentata a sostegno dell'accoppiare ritratti e paesaggi: entrambi intesi come narrazioni, individuali nel primo caso, collettivi nel secondo. L'idea che le loro mutazioni si susseguano come pagine di un libro rinvia al volto/paesaggio come realtà dinamiche che possono, almeno in parte, essere intenzionalmente costruite se non progettate. Se il chirurgo plastico e l'architetto paesaggista rappresentano ovviamente l'estremo, è stimolante pensare come entità intese come ricevute e ben poco modificabili in archi temporali brevi possano implicare ed implichino forme di progettualità e quindi di, almeno relativa, responsabilità.

domenica 19 settembre 2010

Per la mia tesista su Munari: calligrafia, apprendimento della scrittura e Monica Dengo

Ho avuto modo di conoscere i libri pubblicati dalla Giannino Stoppani Edizioni: l'occasione è stata una visita alla sezione kids della libreria Feltrinelli di Macerata. Sono uscito tenendo in mano come mio acquisto Penne in Pugno. Piccolo manuale di calligrafia di Monica Dengo. Il testo è un piccolo successo editoriale, uscito nel 2007, è stato ristampato nell'ottobre 2009: ha probabilmente giovato un articolo comparso l'estate dello scorso anno su La Repubblica. Penne in pugno presenta una impostazione semplice ed efficace: le lettere sono presentate in ordine alfabetico, con una serie di esempi, le indicazioni per tracciarle, e tutto lo spazio per fare esercizio...
Mi è venuto spontaneo il confronto con l'Alfabetiere di Bruno Munari (Corraini, Mantova 2007, l'edizione originale è del 1960). L'impostazione è diversa: la successione delle lettere, data dall'attenzione alla difficoltà nell'apprenderle da parte del bambino, è accompagnate da poesie con il suggerimento di ritagliarle dai giornali... certo i fini sono in parte diversi e si potrebbero pensare destinati a fasce d'età non perfettamente identiche.
Il discorso però è interessante. Potrebbero essere autonomamente ripresi: l'evoluzione storica della calligrafia e del suo insegnamento nelle scuole, il rapporto tra insegnamento della calligrafia e i processi di alfabetizzazione, la calligrafia tra arte ed insegnamento (in tal senso anche un riferimento a culture non occidentali sarebbe importante...).

martedì 7 settembre 2010

Per A. M.- Google Literature Trip

Cara A. M.,
sempre ripensando alla sua tesi, una delle più comuni critiche formulate nei confronti dei videogiochi consiste nel sostenere che implicano un distacco dalla realtà e dalla corporeità. Sicuramente anche a lei sarà capitato di sentire che lo stare troppo davanti al video può essere collegato a difficoltà nell’instaurare relazioni: videogiocare implicherebbe un dannoso permanere in contesti virtuali intesi nel senso deteriore di ambienti fittizi ed in definitiva falsi, la cui frequentazione comporterebbe forme di disadattamento alla realtà. Un discorso simile potrebbe essere formulato facendo riferimento alla corporeità che, ridotta al più ad un simulacro digitale, non avrebbe più nulla a che spartire con quel sano esercizio fisico che ha caratterizzato il gioco in strada di tante generazioni passate.
Può quindi essere interessante andare ad esaminare quelle forme di videogioco in cui realtà e virtualità si incontrano. A parte alcune osservazioni sulla nintendo wii, che può immaginare, le segnalo http://www.googlelittrips.org/ . La caccia al tesoro è un gioco troppo noto per essere spiegato: ciò che è interessante è una sua ripresa in chiave digitale. Max Giovagnoli, in un interessante testo che le consiglio di consultare (Max Giovagnoli, Cross-media. Le nuove narrazioni, Apogeo, Milano 2009) presenta all’interno delle nuove forme di narrazione le urban quest (p. 183 e seguenti). Google literature trip è una versione educational di urban quest che permette di mettere insieme letteratura, geografia e gioco anche per fasce di età molto basse. Sarebbe interessante visionare gli esempi presentati e sperimentarne l’uso: potrebbe venirne fuori un bel capitolo… ci pensi!

lunedì 30 agosto 2010

Ventisettesima mostra del fumetto a Falconara

Sono stato venerdì a Falconara alla ventisettesima mostra mercato del fumetto. Un espositore aveva disegni originali di Pazienza, litografie firmate di Pratt... Ho preso un paio di cose che mi mancavano di Jacovitti e Moebius.
Per un paio di foto questo è l'indirizzo:
http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/sets/72157624716770667/

lunedì 23 agosto 2010

Corto Maltese

Mi sono concesso il lusso questa estate di rileggermi tutto Corto Maltese nell'edizione curata da Oscara Cosulich per il Gruppo Editoriale L'Espresso... è stato davvero piacevole.
Una sola citazione: "non sono abbastanza serio per dare consigli e lo sono troppo per riceverne" (da Samba con tiro fisso in Hugo Pratt, Corto Maltese. Samba con tiro fisso e altri racconti, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2006, p. 24).
A parte la piacevolezza sarebbe interessante ragionare su narrazione, graphic novel, uso delle immagini, concezioni dell'altro (ad esempio la visione dell'islam) in Corto Maltese nella prospettiva di un laboratorio interculturale...

lunedì 16 agosto 2010

Jullien, intercultura e silenzio

Dall'ultima opera di Jullien tradotta in italiano (F. Jullien, L'universale e il comune. Il dialogo tra culture, Laterza, Roma-Bari 2010) ho tratto una serie di spunti in tema di pedagogia e didattica interculturale (la dialettica tra emancipazione ed integrazione - pp. 115-116-, l'importnaza della dimensione operativa e pratica - p.128 -, il fatto che l'appartenza ad una cultura non può essere passiva - pp. 155-156 -, i rischi della rivendicazione dell'identità, - p. 165 -, ...).
Al di là di un utilizzo "professionale", mi ha colpito un passaggio:
"possiamo benissimo parlare tutto il giorno e persino tutta la vita "senza aver mai parlato" [...] è possibile mantenerci in un'intimità reciproca, partecipi l'uno dell'altro attraverso una parola ininterrotta ma, in effetti, senza mai esserci "detti" niente - senza che si sia mai manifestato il desiderio di produrre un "senso", senza che, niente, alla fine della giornata, valga la pena di essere consideratro un "enunciato"[...]" (p. 144).
Dedicato, ovviamente e con grande affetto, a coloro che sono capaci di parlare ore senza dire nulla...

lunedì 9 agosto 2010

tre sono le cose rimaste nel paradiso...

Mi è arrivato dal sindaco e dall'assessore del comune di San Vito Chietino l'invito per la mostra "tre sono le cose rimaste nel paradiso: i fiori,le stelle, i pesci" di Vittorio Bruni. La mostra, inaugurata il 2 agosto, rimane aperta fino al 26 (scuola elementare, Corso Matteotti, San Vito Chietino, orario di apertura: tutti i giorni dalle 17 alle 23).
Sono andato a visitarla: mi rendo conto di non essere imparziale, ma mi è sembrata molto interessante. La pop art, del resto, mi è sempre piaciuta...

lunedì 2 agosto 2010

Il sito REPI è finalmente on line!

Dopo alcuni mesi di gestazione, il sito del Dottorato in relazioni e processi interculturali è finalmente on line!

Questo è l'indirizzo:
http://serviziweb.unimol.it/pls/unimol/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=8351

Sarà presto aggiornato con il nuovo bando: buona visione!

lunedì 26 luglio 2010

Per C. G./laboratorio di metodologia del gioco

Carissima C. G.,
ho appena finto di rileggere un bel libro - quello di Marianella Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori, Milano 2003 – e pensavo a come utilizzarlo all’interno del laboratorio di metodologia del gioco e dell’animazione.
Una prima idea è di riprendere alcuni giochi a supporto della teoria di Bateson. Ad esempio con il gioco dei nove punti (pp. 23-26). Dopo aver disegnato nove punti in tre file parallele di tre in modo da delimitare un quadrato, si tratta di unire tutti i punti con quattro segmenti senza staccare la matita dal foglio…
Una seconda idea potrebbe essere quella di recuperare una serie di osservazioni/proposte in logica interculturale: potrebbe venir fuori un pomeriggio interessante. Si potrebbe riprendere il gioco “la terra sta morendo” (pp. 42 e seguenti).
Un terzo nucleo potrebbe essere legato alla narrazione e al role playing, ma lo vedo di più difficile realizzazione.
Potrebbe per lei essere interessante vedere anche tutta la parte sulla negoziazione (p. 291 e seguenti).
Se non trova il testo in biblioteca me lo faccia sapere, vedo di farglielo avere…
A presto!

domenica 18 luglio 2010

Montaigne: evitare le occupazioni superflue

" E chi si conosce non prende più i fatti altrui per i propri; ama e coltiva se stesso sopra ogni altra cosa, rifiutando le occupazioni superflue e i pensieri e i discorsi inutili"

Michel De Montaigne, Saggi, p. 17, vol. I, Adelphi, Milano 1982

Grande Montaigne! Avevo letto i saggi ai tempi dell'università, riprenderli a tanti anni di distanza ne è valsa la pena: l'invito a evitare le occupazioni superflue ed i discorsi inutili è, per la mia condizione, di incredibile attualità. Certo il problema è capire bene cosa è superfluo ed inutile...

lunedì 12 luglio 2010

Jacovitti

Stavo giusto rileggendo (rivedendo) alcuni fumetti di Jacovitti, quando mi sono imbattuto per caso nella piccola iscrizione che segnala la sua casa natale a Termoli (CB) in Molise (Corso Nazionale, n. 85, vicino la stazione ferroviaria).
Questo è il link per le immagini:
http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/sets/72157624478153394/
Ripensando a quanto l'opera di Jacovitti sia stata legata alla scuola (il Diario Vitt) sarebbe interessante ragionare su un laboratorio didattico... Potrebbe essere la prossima tesi da assegnare...

domenica 4 luglio 2010

Nuovo numero di Form@re sul blog didattico

E' uscito il secondo numero di Form@re sul blog di didattico (n. 69 giugno 2010). Come indicato dal titolo Blog didattici: pratiche, narrazioni e riflessioni nel contesto italiano , è incentrato sulle esperienze delle scuole. Curarlo è stato faticoso, ma spero ne sia valsa la pena: dare voce a chi ha effettivamente sperimentato il blog è doveroso.
Il numero è visionabile al seguente indirizzo: http://formare.erickson.it/wordpress/?cat=93
Insieme al precedente numero (n. 67, marzo aprile 2010, http://formare.erickson.it/wordpress/?cat=91) credo possa fornire un sintetico, ma aggiornato, quadro sull'uso didattico del blog.

domenica 27 giugno 2010

Cl@ssi 2.0 e blog in Molise

Alla fine del primo anno di sperimentazione ecco l'elenco dei blog aperti all'interno del progetto Classi 2.0:

Campobasso
Pokamoss. Il blog dei ragazzi della cl@sse 2.0 della sez. D dell’I.C. “L. Montini” di Campobasso
http://pokamoss.blogspot.com/ (visualizzabile ad invito)

Montenero
bi2.0
http://bi2punto0.blogspot.com/ (possibilità di commentare con account google)

Pietracatella
Comunicazioneintegrazione. Blog per docenti e studenti della Scuola secondaria di primo Grado di Pietracatella
http://comunicazioneintegrazione.blogspot.com/ (i commenti sono moderati)

San Martino in Pensilis
SMSnews
http://smsnewsfusco.blogspot.com/ (possibilità di commentare con account google). Si segnala anche, per quanto non sia un blog, il diario di bordo, http://www.scuola.sanmartinoinpensilis.cb.it/Classe20.htm.

Sesto Campano:
Weblog Cl@sse 2.0 Sesto
http://www.auladuepuntozero.it/blog/ (partecipazione su invito)

domenica 20 giugno 2010

Temporale sul Monte Conero

In uno dei soliti giri sul Monte Conero, salendo dal Poggio per il sentiero dei Gigli ho fatto appena in tempo ad arrivare all'ex-convento dei Camaldolesi... qui le foto del temporale.

domenica 13 giugno 2010

Letture inattuali. D’Holbach e il servilismo

"Certi mortali sono affetti da una rigidità di spirito, un difetto di elasticità dei lombi, una mancanza di flessibilità nella cervicale; quest' infelice funzionamento impedisce loro di perfezionarsi nell'arte di strisciare e li rende incapaci di fare carriera", pp. 12-13.

"Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale ma solamente quella del padrone o del ministro", p. 13.

"Il cortigiano deve ingegnarsi per essere affabile, affettuoso ed educato con tutti coloro che possono aiutarlo o nuocergli; deve mostrarsi arrogante soltanto con chi non gli serve a niente" p. 16.

"Il vero cortigiano è tenuto, come Arlecchino, ad essere amico di tutti, ma senza commettere la debolezza di affezionarsi a chicchessia; costretto a soggiogare l' amicizia e la sincerità, il suo attaccamento sarà riservato all' uomo al comando fino al momento in cui perde questo potere", p. 17.

I cortigiani "si inorgogliscono nell'esercizio dei più infimi incarichi presso l'adorata persona; giorno e notte aspirano alla gratificazione di essergli utili; lo scortano, si atteggiano a intermediari compiacenti di ogni suo piacere [...] il buon cortigiano è talmente assorbito dall' idea di dovere, che spesso si sente fiero nel compiere atti disprezzati anche dal più leale servitore" p. 19.

Paul H. D. d'Holbach, Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei cortigiani, Il Melangolo, Genova 2009.

Sarà che in questi ultimi tempi ho visto retorica e servilismo sparsi a piene mani, la lettura di questo aureo libretto è stata davvero provvidenziale. La cosa che mi fa sorridere è che chi testimonia con pratiche costanti e palesi tale atteggiamento, al punto da esserne intriso sin nell'intimo, lo considera così normale da considerare sconveniente e scostumato chi si comporta altrimenti...

domenica 6 giugno 2010

Per A. M./segnalazione blog Piccini e Murelli

Cara A. M.,
visto che l'indicazione che le fornisco per il suo lavoro di tesi relativo ai videogiochi, mi tornerà utile anche in altre occasioni, la inserisco direttamente in questo blog, così da poterla ritrovare ed usare con più facilità.
Lavorando sui videogiochi credo troverà alcune indicazioni nei seguenti siti e blog: http://www.maestroalberto.it/ e http://www.albertopiccini.it/ gestiti da Alberto Piccini, un maestro che da anni sul web offre consulenza ai colleghi;
quadernoneblu.splinder.com e softwaredidatticofree di Renato Murelli, un altro maestro, come Piccini, che da anni lavora sulle nuove tecnologie e il loro uso didattico.
Li esamini e alla prima occasione ragioniamo su come possono fornirle materiali per il suo lavoro.
A presto!
FB