domenica 27 ottobre 2013

Il valore delle idee

"Il volume di applausi non misura il valore di un'idea. La teoria dominate può essere una pomposa stupidaggine. Ma una tale osservazione, invero ordinaria, di solito sfugge allo spettatore intimidito"

(Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, Adelphi, Milano 2001, p. 15).

sabato 26 ottobre 2013

Ecco le nuvole e anche un avviso...

Per gli studenti del corso di metodologia del gioco e dell'animazione

Ringraziando Chiara Cicchese anche per la pubblicazione su Flickr delle nuvole realizzate a partire dalle vostre associazioni, segnalo i link: 

Un avviso: vi prego di inserire i vostri commenti in relazione ai post coerenti con il tema ed entro i tempi definiti, altrimenti tutto diventa più complicato. Segnalatemi a voce a lezione eventuali dimenticanze.

A mercoledì prossimo! 

Domande per il corso di metodologia del gioco e dell'animazione - secondo gruppo

Pubblico, con dei minimi aggiustamenti, le domande che avete inserito come commenti nell'apposito post. Il mio ringraziamento va a a tutti voi ma un ringraziamento particolare lo devo a Lucia Parente, Francesca D'Aloia e Chiara Cicchese per aver raccolto i vostri commenti/domande, averle ordinate e confrontate e avermele inviate.

1. In Homo Ludens, cosa afferma Huizinga riguardo il gioco?
2. Nel gioco possono coesistere saggezza e follia?
3. E’ possibile parlare di serietà all'interno di un contesto ludico? Fino a che punto può essere utilizzata la razionalità nel gioco?
4. [3] Possiamo parlare di razionalità in riferimento al gioco?
5. Quali sono state le ipotesi sostenute nel corso degli anni riguardo la natura e il significato del gioco?
6. Cosa si intende con l’affermazione “la civiltà è un gioco”?
7. Qual è la tesi di Huizinga riguardo al gioco ripresa da Umberto Eco nell’introduzione?
8. Il gioco è un’ attività prettamente umana?
9. Il gioco è solitamente visto come un momento ludico più che educativo. In che modo e con quali mezzi possiamo aumentare la valenza educativa del gioco, inteso come reale apprendimento?
10. Che cosa intende Huizinga quando parla del gioco come allenamento all’autocontrollo?
11. Perché il gioco da Huizinga è considerato “evacuazione di istinti nocivi”?
12. Come in base alla società, l’esercizio preparatorio ha sviluppato le sue tesi e come sono state applicate sotto forma di gioco?
13. Partendo dalla tua personale definizione di gioco trovi delle analogie  con quella proposta da Huizinga?
14. Cosa intende Huizinga quando parla del gioco come imitazione?
15. [14] In che senso parliamo di imitazione in riferimento al gioco?
16. Quali e quanti significati sono stati ipotizzati per il termine gioco?
17. Cos’è il gioco? Quali funzioni ha?
18. [12] In che modo Huizinga intende il gioco come esercizio preparatorio?
19. In relazione alla concezione ludocentrica di Huizinga che senso danno gli uomini al gioco?
20. Il gioco è sempre divertimento, svago, sorrisi e collaborazione o può, come fu per la sfida tra un russo e uno statunitense, trasformarsi in un vero e proprio scontro tra due o più nazioni?
21. Perché molto spesso pensiamo al gioco in maniera stereotipata?
22. [4] In Homo Ludens Huizinga come considera il binomio gioco-razionalità?
23. Quali vantaggi vengono dal gioco comncepito come imitazione di qualcuno o di qualcosa?
24. Cosa intende Huizinga per razionalità quando dice che gli animali giocano?
25. Nella stesura del suo libro e quindi nell’elaborazione della sua teoria inerente al gioco, a chi si è ispirato o quali studi ha condotto Huizinga?
26. Secondo la concezione di Huizinga il gioco può essere inteso come un bisogno?
27. Perché spesso la funzione ludica è legata a fattori consolatori che inducono un soggetto a cercare appagamento nel gioco?
28. Cosa intende Huizinga quando parla del gioco come “superfluo delle forze vitali”?
29. Secondo Huizinga quali fattori spingono l’uomo al gioco?
30. Cosa intende Huizinga quando afferma che uno dei significati del gioco è il bisogno di causare e di essere capace di fare qualcosa? Quali esempi si possono fare?
31. In quale esempio il gioco, inteso come bisogno di rilassamento, assume anche funzione sociale?
32. All’interno del gioco, l’imitazione e l’esercizio preparatorio, possono essere affiancati? Se si in che modo?
33. [10] In merito alle ipotesi sulla natura e significato del gioco perché Huizinga parla del gioco come “allenamento all’autocontrollo”?
34. Quali tipologie di giochi possono far abbandonare la dimensione razionale?
35. Bambini, calciatori, scacchisti giocano con la massima serietà senza la minima tendenza a ridere?
36. Quali sono quegli aspetti che in un contesto di gioco diventano contemporaneamente accettabili e non si presentano in maniera oppositiva?
37. In che senso secondo Huizinga il gioco costituisce appagamento tramite una finzione di realtà inappagabili?
38. Secondo Huizinga il gioco è intessuto di ritmo e armonia. In che senso? Può avere il gioco un senso estetico?
39. Prendendo come presupposto che nel gioco si possono simulare realtà inappagabili, potremmo vedere in questo la polivalenza e l’universalità del gioco come strumento di apprendimento? 
40. Che rapporto tra le teorie di Huizinga e le analisi di Piaget?
41. Cosa intende Huizinga con il gioco come “funzione sociale”? Il gioco può avere riscontri in ambito linguistico?
42. Huizinga viene ricordato come uno storico: di che genere?
43. Come mai l’opposizione gioco-serietà non è stabile?
44. Quali sono quelle attività ludiche che da bambini risultano spontanee, mentre nella vita adulta assumono, in forme diverse, un certo grado di serietà?
45. Ci possono essere eventuali vantaggi e svantaggi nel bisogno di causare o essere capace di fare qualcosa?
46. Che funzione ha il giocattolo?
47. Nell’ipotesi sulla natura e significato del gioco di Huizinga, cosa intende quest’ultimo come bisogno di rilassamento individuale?
48. Perché il bambino prova piacere nell’avere la sensazione di vertigine provocata dal gioco?

Un particolare ringraziamento va:
Luciana Cannone, Giovanna Circelli, Francesca Frisenna, Mariangela Calabrese, Maria Basta, Francesca D’Aloia, Federica Monaco, Martina Ferrante, Carmen Iammarino, Filomena Facchiano, Letizia Guerrieri, Rossella Russo, Giovanna Paola Delia Perricone, Chiara Cicchese, Deborah Bassi, Alessia Caccavone, Fabiana Cinalli, Chiara Paglione, Angela Campofredano, Silvana Falcone, Rosapia Maria Barbato, Sara Lamelza, Michela Nobili, Nicoletta Moffa, Libera Martuccio, Carlo Gianquitto, Carmen Petrone, Marika Meffe, Marinella Castellitto, Maria Teresa De Cristofaro, Marina Gnerre, Chiara Ferrara, Caterina Fratangelo, Nadia Massafra, Federica De Michele, Linda Foschini, Monica Bornaschella, Tania Marinelli, Katia Tirabasso, Stefania Pirollo, Mariastella Panichella, Dalina Ndreca, Luigi Cimmino, Mariagrazia Petti, Lorenzo D’Ambrosio, Letizia Plescia, Alessandra Golia, Jessica Fatica, Michele Andrea Pio Totta, Concetta Palombo, Simona Di Chiro, Lucia Parente, Anonimo.

venerdì 25 ottobre 2013

Domande relative al terzo incontro

Per gli studenti del modulo di Metodologia del gioco e dell'animazione Pubblicherò al più presto il link alla "nuvola" e le domande relative al secondo incontro, intanto come abbiamo concordato a lezione, visto quanto già fatto, vi invito nuovamente a formulare domande che possano essere utilizzate in sede di esame per presentare i temi affrontati nel nostro ultimo incontro. la procedura è quella che già conoscete. Vi ricordo, come concordato, che la scadenza per inserire i commenti è fissata per mezzanotte di lunedì in modo da rendere più agevole il lavoro di raccolta e sintesi operato dai vostri colleghi (che ringrazio sin da ora!). Buon lavoro!

giovedì 17 ottobre 2013

Domande relative al secondo incontro

Per gli studenti del modulo di Metodologia del gioco e dell'animazione Come abbiamo concordato a lezione questa mattina, visto quanto già fatto per il primo incontro, vi invito nuovamente a formulare domande che possano essere utilizzate in sede di esame per presentare i temi oggi affrontati. la procedura è quella che già consocete. Vi ricordo, come concordato, che la scadenza per inserire i commenti è fissata per mezzanotte di lunedì in modo da rendere più agevole il lavoro di raccolta e sintesi operato dai vostri colleghi (che ringrazio sin da ora1) Buon lavoro!

lunedì 14 ottobre 2013

Domande per il corso di metodologia del gioco e dell'animazione - primo gruppo

Iniziamo a costruire l'elenco....
1. Quale ruolo svolge il "conduttore" nella tecnica del brainstorming?
2. Quali sono le potenzialità del brainstorming? La sua tecnica presenta punti deboli? Se ve ne sono quali alternative si possono proporre?
3. Quali sono le procedure da rispettare per essere un buon conduttore di brainstorming?
4. Quali sono le modalità di comportamento di chi partecipa ad una discussione di gruppo? 
5. Cosa favorisce il brainstorming? [disambiguare]
6. Qual' è la finalità del brainstorming?
7. Qual' è la finalità della discussione di gruppo?
8. Quali possono essere i vantaggi che offre il brainstorming?
9. Come mai la scrittura è una delle fasi fondamentali del brainstorming?
10. Il brainstorming può risultare davvero utile in una classe numerosa come quelle di oggi?
11. Quali sono gli svantaggi che possono presentarsi in un brainstorming?
12. [9] Nel brainstorming è presente una fase di scrittura, in quale momento della discussione è utilizzata? e perché?
13. [1] Il conduttore della discussione come deve comportarsi nel dare indicazioni agli altri membri che vi partecipano? 
14. Come dovrebbe essere condotto il brainstorming?
15. Per condurre in maniera ottimale il brainstorming, come dovrebbe essere predisposto lo spazio?
16. Quale potrebbe essere la differenza tra il Brainstorming e la Discussione di gruppo?
17. [4] Come devono comportarsi i partecipanti di una discussione di gruppo per far si che funzioni? 
18. C'è un "lato oscuro" nel gioco? 
21. Quali sono i limiti di tempo di un brainstorming? e perchè?
22. C'è un numero minimo e un numero massimo di partecipanti previsto per il brainstorming?
23. [17] Come tecniche di discussione, quale tra il brainstormig e la discussione di gruppo è più efficace/efficiente in ambito didattico?
24. [3] La domanda è: nel brainstorming il conduttore può commentare o criticare le idee prodotte?
25. A quali materie è più appropriato il brainstorming?
26. Quali sono le fasi del brainstorming?
27. [1] Cosa dovrebbe evitare il conduttore durante il brainstorming?
28. [24] Nel brainstorming quali sono i temi (o i problemi) più adatti da somministrare ad un gruppo? Cioè: ci sono tematiche migliori rispetto ad altre? O sono comunque di rilievo tutti i tipi di problematiche?
29. [14] Come dovrebbe essere condotto un brainstorming per ottenere dei risultati positivi?
30. In che modo vanno predisposti gli spazi durante attività di discussione di gruppo? Sarebbe possibile organizzarli man mano che si va avanti nella discussione o è sempre bene preimpostarli?
31. Se nella classe è presente un alunno diversamente abile, il braistorming è comunque positivo ed utile? 
32. Il brainstorming è utile a favorire solo la creatività e l'espressività degli allievi o comporta anche altri effetti positivi? cosa bisogna evitare durante il brainstorming?
33. Il gruppo di brainstorming da chi può essere composto? Deve essere eterogeneo oppure omogeneo per interessi, età, studi, ecc? 
34. In che modo le tecniche del brainstorming e della discussione di gruppo possono trovare un'applicazione pratica dopo la loro conclusione?
35. Poiché nella discussione di gruppo, a differenza del brainstorming, l'interazione è sempre orale, cosa può fare il conduttore per favorire l'intervento dei più timidi?

Intanto un ringraziamento va a:
Chiara Paglione, Raffaella D'Alessandro, Francesca D'Aloia, Martina Ferrante, Giovanna Circelli,  Mariangela Calabrese, Deborah Bassi (ma mi raccomando...), Silvana Falcone, Cinalli Fabiana (anche se tra potenzialità e vantaggi...), Marina Castellitto, Federica De Michele, Chiara (tra svantaggi e punti deboli...), Rossella Russo (riformulazioni...), Katia Tirabasso, Michela Nobili (ma mi raccomando....), Monica Bornascella, Linda Foschini, Letizia Plescia (riformulazione), Nadia  Massafra, Chiara Ferrara, Danilo Sauro, Carmen Petrone, Stefania Pirollo, Nicoletta Moffa (ma mi raccomando...), Marica Meffe (ma mi raccomando...), Paola Petriella, Angela Campofredano (riformulazione), Dalina Ndreca, Maria Teresa De Cristofaro, Marina Gnerre (approfondimento), Carlo Gianquitto (riformulazione),Carmen Iammarino (riformulazione), Luigi Cimmino, Maria Grazia Petti, Maria Basta (ma mi raccomando...), Lorenzo D'Ambrosio (riformulazione), Caterina Fratangelo, Simona Di Chiro (riformulazione), Jessica Fatica (riformulazione), Michele Antonio Rendina

domenica 13 ottobre 2013

Perché l'università

Da un breve scritto di Umberto Eco:


"Non si può trovare Dio nel rumore; Dio si palesa solo nel silenzio. Dio non è mai nei mass media, Dio non è mai sulle prime pagine dei giornali, Dio non è mai in TV, Dio non è mai a Broadway. Dio è, dove non c’è agitazione. Questa massima vale anche per chi non crede in Dio, ma pensa che da qualche parte esista una Verità da scoprire, o un Valore da creare. Non si possono trovare verità e creatività in un terremoto, solo in una ricerca silenziosa. Nel tumulto del mondo odierno, gli unici luoghi del silenzio, accanto alle sedi di meditazione religiosa, restano le università. Sono ancora fra i pochi luoghi in cui è possibile un confronto razionale fra diverse visioni del mondo. Da noi universitari ci si aspetta che combattiamo, seppure privi di armi mortali, l’interminabile lotta per il progresso del sapere e della pietas"

Le considerazioni di Eco sono interessanti e importanti per chi insegna in segna in università: la ricerca, non le competenze organizzative sono centrali. Certo servono anche le seconde ma sono strumentali. E sono importanti anche per gli studenti: non si tratta solo di superare esami e di chiedere sempre nuovi appelli... Spero che quanto detto da Eco non valga solo per sedi antiche e prestigiose come l'università di Bologna ma anche per realtà più piccole e giovani...

La versione integrale dello scritto di Eco è qui:

mercoledì 9 ottobre 2013

Quali domande?

Per gli studenti del modulo di Metodologia del gioco e dell'animazione

Come abbiamo concordato a lezione questa mattina, vi invito a formulare domande che possano essere utilizzate in sede di esame per presentare i temi oggi affrontati. Potete utilizzare per formulare le domande un commento che vi prego di firmare con il vostro vero nome. Il prossimo incontro le proposte elaborate saranno discusse e definite dando origine ad una lista che sarà sotto pubblicata. Se l'esperimento funziona, sarà replicato per tutte le altre lezioni. Ricordo che questi materiali sono a solo uso dei frequentanti.

Buon lavoro!