domenica 28 agosto 2011

Un limite ed un rischio dell'immagine (fotografica)

“Malgrado l’educazione estetica che abbiamo ricevuto, il nostro rapporto con la fotografia è più grossolano e affonda nell’indistinto dell’esperienza: tende a privilegiare come valore il contenuto, di più, inclina a confondere l’oggetto e la sua rappresentazione, scivolando inavvertitamente nella mentalità magica del cacciatore paleolitico. La fotografia ci fa regredire a uno stadio in cui l’immagine si sottrae al controllo del pensiero razionale”

Bollati, Giulio, Note su fotografia e storia, in Carlo Bertelli e Giulio Bollati, Storia d’Italia. Annali 2. L’immagine fotografica 1845-1945. Tomo primo, Einaudi, Torino 1979, p. 8.

sabato 20 agosto 2011

Riletture estive: Silesius

Il linguaggio dei mistici mi ha sempre affascinato e confesso di non saper argomentare in modo adeguato i motivi di tale fascino: appena avrò tempo vorrei leggere in modo sistematico gli scritti di Michel de Certeau e di Giovanni Pozzi. Sono convinto, ma anche qui non saprei argomentare, dell’esistenza di un filo che lega mistica e almeno alcuni aspetti del web. Certamente del linguaggio dei mistici colpisce il gusto per le affermazioni estreme, inusuali, paradossali, inconciliabili con il vivere quotidiano. Verrebbe quasi da dire insensate se non facessero in qualche modo da contrappeso a garrulità e narcisismo oggi, ma anche ieri, non certo rari. Ho finito di rileggere di Angelus Silesius Il pellegrino cherubico (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1989). Tra i tanti aforismi ne riporto alcuni:

“Stringimi quanto vuoi con mille ceppi, Sarò pur sempre libero e senza legami” (p. [151])
“La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce, A se stessa non bada, che tu la guardi non chiede” (p. [209])
“Nulla avere, potere e essere, è questa la mia gloria” (p.[299])
“Fuggo certo la folla, ma non son mai solo” (p. [387])

Sarei tentato di commentarli, ma li rovinerei…

domenica 14 agosto 2011

Riletture estive: Calvino, pensare per immagini e pedagogia dell'immaginazione

"Se ho incluso la Visibilità nel mio elenco di valori da salvare è per avvertire del pericolo che stiamo correndo di perdere una facoltà umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall'allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini. Penso a una possibile pedagogia dell'immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza d'altra parte lasciarla cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, "icastica""


Italo Calvino, Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Garzanti, Milano 1988, p. 92

sabato 6 agosto 2011

Antonio Calvani sull'uso didattico delle immagini

Appunti da Antonio Calvani, Principi dell’istruzione e strategie per insegnare. Criteri per una didattica efficace, Carocci, Roma 2011, cap. 3 Come integrare testo, immagine, audio e video


- Sull’integrazione tra testo scritto e testo orale (pp. 67-74).


- Importanza didattica dell’immagine: “La ricerca, in conformità al senso comune – un’immagine vale più di 100 parole – ha anche confermato che l’uso di diagrammi e di schemi, quando chiari ed essenziali, pertinenti e ben selezionati, può rilevarsi di grande utilità” (p. 74).


- Settori maggiormente promettenti sull’uso delle immagini (es. performance aids) e rischi di un uso scorretto delle immagini (pp. 74-75) e limiti dell’immagine dinamica (p. 80).


- I principi di Mayer (principio di multimedialità, principio di contiguità temporale/spaziale, principio di coerenza, principio di modalità, principio di ridondanza) (pp. 75-76).


- Le funzioni individuate da Clark e Lyons (funzioni comunicative: decorativa, rappresentativa, mnemonica, organizzativa, relazionale, trasformativa, interpretativa; funzioni psicologiche: supporta l’attenzione, attiva preconoscenza, minimizza il carico cognitivo, aiuta a costruire modelli mentali, supporta il trasferimento di insegnamento, supporta la motivazione) (pp. 76-79).


- Rapporto tra testo scritto, immagine ed audio (pp. 80-83).


- Riferimenti: Clark R. C., Lyons C., Graphics for Learning: Proven Guidelines for Planning, Designing, and Evaluating Visuals in Training Materials, Pfeiffer, San Francisco 2004; Mayer R., Multimedia Learning, Cambridge University Press, Cambridge 2001.


Qui le slide preparate per il corso: http://www.slideshare.net/filoan/uso-didattico-delle-immagini-8788813

domenica 31 luglio 2011

Derrick de Kerckhove su Marshall McLuhan

Sono trascorsi cento anni dalla nascita di McLuhan… mi è capitato di vedere un bel video (http://www.scuoladipolitica.it/web/magazine.aspx?did=544) della presentazione di una antologia degli scritti di McLuhan (Aforismi e profezie, a cura di Marco Pigliacampo, Armando, Roma 2011). L’intervento di de Kerckhove (da 42.11 a 1.03.12 dell’ora e mezza complessiva di video) è stato brillante: McLuhan tra Nietzsche e Pascal, passando per Harry Potter e l’oroscopo come ipertesto….
Tra i libri di casa ho ripreso in mano di Marshall McLuhan e Quentin Fiore, Il Medium è il massaggio. Un inventario di effetti (Feltrinelli, Milano 1968, l’originale è dell’anno precedente). Bel libretto – ho visto che è stato ristampato da Corraini – anche dal punto di vista della grafica…Davvero tante le intuizioni: la scuola (con la differenza tra l’aula scolastica e il nuovo ambiente creato dagli strumenti di comunicazione, p. 18), la televisione e lo schermo (p. 125), l’elettricità come caratteristica del mondo orientale (p. 145), la narrazione: con la televisione “non c’è tempo per la forma narrativa, presa a prestito dalla precedente tecnologia della stampa. Si deve abbandonare il filo narrativo. Fino a tempi recentissimi i “caroselli” venivano considerati semplicemente come una forma imbastardita, come volgare arte popolaresca. E adesso stanno influenzando la letteratura contemporanea” (p. 126).

venerdì 22 luglio 2011

Immagini ed avatar. Una nota su Per una genealogia del virtuale. Dallo specchio a facebook di Maria Maddalena Mapelli

Il tema delle immagini è uno dei temi su cui credo valga la pena lavorare. Maria Maddalena Mapelli, nel suo testo Per una genealogia del virtuale. Dallo specchio a facebook (Mimesis, Milano-Udine 2010) affronta il tema partendo da un approccio filosofico centrato sul tema dello specchio come dispositivo (piuttosto che come tecnologia) ricostruendone lo sviluppo da Platone al Rinascimento (con particolare attenzione al pensiero di Giordano Bruno). Nella prospettiva che mi interessa (quella dell’uso didattico delle immagini) è centrale l’idea di uno specchio (e delle facoltà umane) che si pone all’estremo opposto di una ricezione passiva. In tal senso sono interessanti, oltre le considerazioni sui poteri dell’immagine in quanto tale (pp. 31-32), il legame tra immagine ed identità (p. 63), l’idea di riflessione che va, come in Giordano Bruno (p. 154), intesa non come riflesso meccanico ma come proiezione che rende visibile, intermini cognitivi, nuove forme. I risultati dell’indagine sulla concezione rinascimentale del dispositivo specchio vengono accostati alla dimensione digitale con l’esame della community di blogger Ibridamenti, dell’account di Facebook di Aldo Nove e del sito di Wu Ming. Anche qui, nella prospettiva in cui sto lavorando, quello che mi interessa è, in termini formativi, il rapporto tra avatar e costruzione dell’identità. Se un processo formativo è efficace nella misura in cui contribuisce alla costruzione dell’identità, la scelta dell’immagine del proprio avatar in un blog o in un social network non è un elemento secondario. Le tipologie di avatar (foto di sé, foto di parti di sé, foto di altro) e di nick (mappa a p. 178) potrebbero essere riprese come strumento di analisi nella prospettiva del metodo autobiografico o della gestione di sé all’interno dei social network (mi vengono in mente le osservazioni di Riva…). Come sarebbe ugualmente interessante, riprendendo la narrazione dell’esperimento del blogger utente anonimo (less-avatar) in Ibridamenti (pp.181-189), cogliere le analogie con metodologie di gestione del lavoro di gruppo in presenza (tecniche come quella appunto del rispecchiamento, il ruolo dell’osservatore…): per dirla con Bolter e Grusin c’è una rimediazione tra metodologie in presenza e on line. Capire la differenza ed i vantaggi delle trasposizioni digitali di strumenti e metodi tradizionali rimane un buon campo di indagine…

domenica 17 luglio 2011

Un sentiero per disabili sui Sibillini

Un giorno di vacanza per una camminata in montagna: dal rifugio degli alpini a Forca di Presta (1550 metri) al rifugio Colle Le Cese (due ore e un quarto di cammino all'andata, passando per il grande anello dei Sibillini e altre due ore e un quarto per il ritorno passando per i prati sotto Castelluccio...). Nella parte iniziale del percorso, ed è stata questo l'aspetto interessante, abbiamo seguito il sentiero per disabili: proprio partendo dal rifugio degli alpini è stato allestito un sentiero percorribile anche con la carrozzina. L'inizo del sentiero è ben segnalato con un apposito cartello: http://www.flickr.com/photos/giovanni_neri/5947303790/in/set-72157627217053236/ e http://www.flickr.com/photos/giovanni_neri/5947305230/in/set-72157627217053236/. Il percorso nel complesso è ben tenuto, anche se in alcuni punti il manto in cemento è saltato facendo emergere pietrume e roccia non ideali per le ruote di una carrozzina:http://www.flickr.com/photos/giovanni_neri/5947306482/in/set-72157627217053236/. Al termine del percorso un belvedere, reso accessibile tramite una pedana in legno, http://www.flickr.com/photos/giovanni_neri/5946752959/in/set-72157627217053236/, permette una splendida vista sia verso il monte Vettore sia verso la vallata del Tronto.