Ho avuto modo di conoscere i libri pubblicati dalla Giannino Stoppani Edizioni: l'occasione è stata una visita alla sezione kids della libreria Feltrinelli di Macerata. Sono uscito tenendo in mano come mio acquisto Penne in Pugno. Piccolo manuale di calligrafia di Monica Dengo. Il testo è un piccolo successo editoriale, uscito nel 2007, è stato ristampato nell'ottobre 2009: ha probabilmente giovato un articolo comparso l'estate dello scorso anno su La Repubblica. Penne in pugno presenta una impostazione semplice ed efficace: le lettere sono presentate in ordine alfabetico, con una serie di esempi, le indicazioni per tracciarle, e tutto lo spazio per fare esercizio...
Mi è venuto spontaneo il confronto con l'Alfabetiere di Bruno Munari (Corraini, Mantova 2007, l'edizione originale è del 1960). L'impostazione è diversa: la successione delle lettere, data dall'attenzione alla difficoltà nell'apprenderle da parte del bambino, è accompagnate da poesie con il suggerimento di ritagliarle dai giornali... certo i fini sono in parte diversi e si potrebbero pensare destinati a fasce d'età non perfettamente identiche.
Il discorso però è interessante. Potrebbero essere autonomamente ripresi: l'evoluzione storica della calligrafia e del suo insegnamento nelle scuole, il rapporto tra insegnamento della calligrafia e i processi di alfabetizzazione, la calligrafia tra arte ed insegnamento (in tal senso anche un riferimento a culture non occidentali sarebbe importante...).
domenica 19 settembre 2010
martedì 7 settembre 2010
Per A. M.- Google Literature Trip
Cara A. M.,
sempre ripensando alla sua tesi, una delle più comuni critiche formulate nei confronti dei videogiochi consiste nel sostenere che implicano un distacco dalla realtà e dalla corporeità. Sicuramente anche a lei sarà capitato di sentire che lo stare troppo davanti al video può essere collegato a difficoltà nell’instaurare relazioni: videogiocare implicherebbe un dannoso permanere in contesti virtuali intesi nel senso deteriore di ambienti fittizi ed in definitiva falsi, la cui frequentazione comporterebbe forme di disadattamento alla realtà. Un discorso simile potrebbe essere formulato facendo riferimento alla corporeità che, ridotta al più ad un simulacro digitale, non avrebbe più nulla a che spartire con quel sano esercizio fisico che ha caratterizzato il gioco in strada di tante generazioni passate.
Può quindi essere interessante andare ad esaminare quelle forme di videogioco in cui realtà e virtualità si incontrano. A parte alcune osservazioni sulla nintendo wii, che può immaginare, le segnalo http://www.googlelittrips.org/ . La caccia al tesoro è un gioco troppo noto per essere spiegato: ciò che è interessante è una sua ripresa in chiave digitale. Max Giovagnoli, in un interessante testo che le consiglio di consultare (Max Giovagnoli, Cross-media. Le nuove narrazioni, Apogeo, Milano 2009) presenta all’interno delle nuove forme di narrazione le urban quest (p. 183 e seguenti). Google literature trip è una versione educational di urban quest che permette di mettere insieme letteratura, geografia e gioco anche per fasce di età molto basse. Sarebbe interessante visionare gli esempi presentati e sperimentarne l’uso: potrebbe venirne fuori un bel capitolo… ci pensi!
sempre ripensando alla sua tesi, una delle più comuni critiche formulate nei confronti dei videogiochi consiste nel sostenere che implicano un distacco dalla realtà e dalla corporeità. Sicuramente anche a lei sarà capitato di sentire che lo stare troppo davanti al video può essere collegato a difficoltà nell’instaurare relazioni: videogiocare implicherebbe un dannoso permanere in contesti virtuali intesi nel senso deteriore di ambienti fittizi ed in definitiva falsi, la cui frequentazione comporterebbe forme di disadattamento alla realtà. Un discorso simile potrebbe essere formulato facendo riferimento alla corporeità che, ridotta al più ad un simulacro digitale, non avrebbe più nulla a che spartire con quel sano esercizio fisico che ha caratterizzato il gioco in strada di tante generazioni passate.
Può quindi essere interessante andare ad esaminare quelle forme di videogioco in cui realtà e virtualità si incontrano. A parte alcune osservazioni sulla nintendo wii, che può immaginare, le segnalo http://www.googlelittrips.org/ . La caccia al tesoro è un gioco troppo noto per essere spiegato: ciò che è interessante è una sua ripresa in chiave digitale. Max Giovagnoli, in un interessante testo che le consiglio di consultare (Max Giovagnoli, Cross-media. Le nuove narrazioni, Apogeo, Milano 2009) presenta all’interno delle nuove forme di narrazione le urban quest (p. 183 e seguenti). Google literature trip è una versione educational di urban quest che permette di mettere insieme letteratura, geografia e gioco anche per fasce di età molto basse. Sarebbe interessante visionare gli esempi presentati e sperimentarne l’uso: potrebbe venirne fuori un bel capitolo… ci pensi!
lunedì 30 agosto 2010
Ventisettesima mostra del fumetto a Falconara
Sono stato venerdì a Falconara alla ventisettesima mostra mercato del fumetto. Un espositore aveva disegni originali di Pazienza, litografie firmate di Pratt... Ho preso un paio di cose che mi mancavano di Jacovitti e Moebius.
Per un paio di foto questo è l'indirizzo:
http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/sets/72157624716770667/
Per un paio di foto questo è l'indirizzo:
http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/sets/72157624716770667/
lunedì 23 agosto 2010
Corto Maltese
Mi sono concesso il lusso questa estate di rileggermi tutto Corto Maltese nell'edizione curata da Oscara Cosulich per il Gruppo Editoriale L'Espresso... è stato davvero piacevole.
Una sola citazione: "non sono abbastanza serio per dare consigli e lo sono troppo per riceverne" (da Samba con tiro fisso in Hugo Pratt, Corto Maltese. Samba con tiro fisso e altri racconti, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2006, p. 24).
A parte la piacevolezza sarebbe interessante ragionare su narrazione, graphic novel, uso delle immagini, concezioni dell'altro (ad esempio la visione dell'islam) in Corto Maltese nella prospettiva di un laboratorio interculturale...
Una sola citazione: "non sono abbastanza serio per dare consigli e lo sono troppo per riceverne" (da Samba con tiro fisso in Hugo Pratt, Corto Maltese. Samba con tiro fisso e altri racconti, Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma 2006, p. 24).
A parte la piacevolezza sarebbe interessante ragionare su narrazione, graphic novel, uso delle immagini, concezioni dell'altro (ad esempio la visione dell'islam) in Corto Maltese nella prospettiva di un laboratorio interculturale...
lunedì 16 agosto 2010
Jullien, intercultura e silenzio
Dall'ultima opera di Jullien tradotta in italiano (F. Jullien, L'universale e il comune. Il dialogo tra culture, Laterza, Roma-Bari 2010) ho tratto una serie di spunti in tema di pedagogia e didattica interculturale (la dialettica tra emancipazione ed integrazione - pp. 115-116-, l'importnaza della dimensione operativa e pratica - p.128 -, il fatto che l'appartenza ad una cultura non può essere passiva - pp. 155-156 -, i rischi della rivendicazione dell'identità, - p. 165 -, ...).
Al di là di un utilizzo "professionale", mi ha colpito un passaggio:
"possiamo benissimo parlare tutto il giorno e persino tutta la vita "senza aver mai parlato" [...] è possibile mantenerci in un'intimità reciproca, partecipi l'uno dell'altro attraverso una parola ininterrotta ma, in effetti, senza mai esserci "detti" niente - senza che si sia mai manifestato il desiderio di produrre un "senso", senza che, niente, alla fine della giornata, valga la pena di essere consideratro un "enunciato"[...]" (p. 144).
Dedicato, ovviamente e con grande affetto, a coloro che sono capaci di parlare ore senza dire nulla...
Al di là di un utilizzo "professionale", mi ha colpito un passaggio:
"possiamo benissimo parlare tutto il giorno e persino tutta la vita "senza aver mai parlato" [...] è possibile mantenerci in un'intimità reciproca, partecipi l'uno dell'altro attraverso una parola ininterrotta ma, in effetti, senza mai esserci "detti" niente - senza che si sia mai manifestato il desiderio di produrre un "senso", senza che, niente, alla fine della giornata, valga la pena di essere consideratro un "enunciato"[...]" (p. 144).
Dedicato, ovviamente e con grande affetto, a coloro che sono capaci di parlare ore senza dire nulla...
lunedì 9 agosto 2010
tre sono le cose rimaste nel paradiso...
Mi è arrivato dal sindaco e dall'assessore del comune di San Vito Chietino l'invito per la mostra "tre sono le cose rimaste nel paradiso: i fiori,le stelle, i pesci" di Vittorio Bruni. La mostra, inaugurata il 2 agosto, rimane aperta fino al 26 (scuola elementare, Corso Matteotti, San Vito Chietino, orario di apertura: tutti i giorni dalle 17 alle 23).
Sono andato a visitarla: mi rendo conto di non essere imparziale, ma mi è sembrata molto interessante. La pop art, del resto, mi è sempre piaciuta...
Sono andato a visitarla: mi rendo conto di non essere imparziale, ma mi è sembrata molto interessante. La pop art, del resto, mi è sempre piaciuta...
lunedì 2 agosto 2010
Il sito REPI è finalmente on line!
Dopo alcuni mesi di gestazione, il sito del Dottorato in relazioni e processi interculturali è finalmente on line!
Questo è l'indirizzo:
http://serviziweb.unimol.it/pls/unimol/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=8351
Sarà presto aggiornato con il nuovo bando: buona visione!
Questo è l'indirizzo:
http://serviziweb.unimol.it/pls/unimol/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=8351
Sarà presto aggiornato con il nuovo bando: buona visione!
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