domenica 30 giugno 2013

Immagini come strumento di ricerca

Riguardando alcuni lavori di Pier Cesare Rivoltella (Rivoltella, P.C. (2006), Screen generation. Gli adolescenti e le prospettive dell’educazione nell’età dei media digitali, Vita e Pensiero, Milano; Rivoltella P.C e Ferrari S. (a cura) (2010), A scuola con i media  digitali. Problemi, didattiche, strumenti,  Vita e Pensiero, Milano ) mi è sembrata molto interessante l’uso dell’immagine come strumento di indagine/valutazione in relazione alle pratiche legate al web:
- Disegno di un albero e di un giardino (Rivoltella 2006, pp. 47-50).
- Immagini metafore del web (ottovolante, scultura “noia”, piazza con gente, stanza vuota, biblioteca, labirinto, mongolfiera, gregge, Rivoltella 2006, pp.55-58 e 121-128, Rivoltella e Ferrari 2010, pp. 119 e 128).
- Collage (Rivoltella 2006, pp. 58-59 e 128-140).
- Realizzazione di un fumetto (Rivoltella e Ferrari 2010, pp. 114-118 e  128-140).

domenica 16 giugno 2013

Sul rapporto tra testo e immagine: note da Bolter

Jay David Bolter, Lo spazio dello scrivere. Computer, ipertesto e la ri-mediazione della stampa,Vita e Pensiero,  Milano 2002

1. EMANCIPAZIONE  DEL VISIVO
Bolter utilizza l’espressione «Emancipazione del visivo».  Prendere atto di un maggiore ruolo delle immagini dovuto alla dimensione digitale è solo un punto di partenza: «Anche se i libri illustrati, i quotidiani e le riviste possono combinare testo e immagini, i nuovi media digitali sembrano spesso privilegiare la grafica rispetto al testo» (p. 16). L’emancipazione del visivo implica che “l’elemento visivo non solo affiora alla superficie del testo, ma si rende autonomo e scaccia il testo da una parte della pagina, che occupa in quanto figura. Non solo i giornali e le riviste stanno rinegoziando i rapporti tra verbale  e visivo; altre forme, comprese la narrativa ‘seria’ e popolare e la prosa accademica, stanno anch’esse cambiando , e in tutti i casi i testi verbali sembrano perdere la capacità di contenere e controllare i contenuti sensoriali” (p. 79). In tal senso Bolter riconsidera l’ékphrasis (p. 80 ss.) e la pittografia (pp. 84 ss.).

2. IMMAGINE E PAROLA
La relazione tra parola e immagine è diventata instabile . Da un lato «restano ambiti, come  le monografie specialistiche  e i periodici scientifici, in cui l’immagine è ancora subordinata alla parola e dominata da una concezione verbale della comunicazione» (p. 72), dall’altro la scrittura elettronica richiama una nuova attenzione all’immagine che si ricollega a modalità di scrittura delle culture orientali: «lo scopo della scrittura alfabetica è la semplificazione per esclusione. Al contrario, la scrittura elettronica è inclusiva, e per questo vi si colgono echi e risonanze delle più antiche forme di scrittura. Sotto certi aspetti la moderna scrittura elettronica è più affine ai geroglifici che a un puro sistema alfabetico» (p. 55). E per quanto le immagini anche nel mondo occidentale possano  aver svolto un ruolo importante anche in altre epoche, intrecciandosi con la scrittura  («come le icone dei computer, le lettere miniate del Medioevo erano simultaneamente testo e immagine», p. 92) sono da evitare facili paragoni: oggi le immagini hanno una diffusione enormemente maggiore (p. 78) e il processo di alfabetizzazione è decisamente differente (p. 79).

3. LA TRASPARENZA DELL’IMMAGINE
L’ideale, anche in termini  didattici, sarebbe una immagine trasparente:  «l’immagine ideale è quella le cui parti esprimono in modo trasparente l’informazione soggiacente» (p. 73, Bolter rinvia ai lavori di Tufte) ma ovviamente non sempre è così (usi retorico/pubblicitario dell’immagine).

domenica 2 giugno 2013

Per gli studenti del Laboratorio Pedagogico-Didattico del TFA dell’Università di Macerata

AVVISO!
Ho appena finito di inserire tutti i feedback. Spero, vista la mia vita involontariamente nomade, che non mi sia sfuggito nulla (se così fosse vi prego di segnalarmelo all'indirizzo di posta elettronica che conoscete). Voglio ringraziarvi: il laboratorio e i vostri racconti sono stati per me una bella esperienza: mi ha fatto piacere conoscervi, intrecciare - sia pure per poco tempo - le nostre attività, leggere quanto avete scritto. Dopo avervi incontrato credo ancora di più che la scuola italiana potrà essere migliore se troverà il modo di avervi al vostro interno. Spero di potervi incontrare nuovamente per lavorare insieme nelle scuole in cui sarete insegnanti. In bocca al lupo per il TFA, ma soprattutto per il lavoro e la vita.[28/06/2013]
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Sto continuando a leggere i vostri racconti... a scanso di qualsiasi imprevisto, vi prego il 21 giugno di portare con voi una copia a stampa del racconto che avete scritto. Ricordo inoltre di segnalarmi i nickname che avete utilizzato [18/06/2013].
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Ho appena finito di leggere i primi due lavori che mi avete inviato e approfitto della domenica mattina per fare il punto della situazione.
Dei tre laboratori uno ha già terminato le ore in presenza (A039-A043),  un altro è a metà (A051-A052), il terzo deve ancora iniziare (A050-A061).
Vorrei provare a riassumere (scrivere è un ottimo strumento di riflessione) quanto fatto fino ad ora. Ho accettato di insegnare in questi laboratori per il loro legame con le pratiche di insegnamento. Non si tratta di un corso di natura teorica ma di una modalità per cogliere e sistematizzare in termini di formazione alla professione docente tutto ciò che deriva in modo specifico dal tirocinio (ormai immagino completato) e in modo più generale da esperienze di insegnamento.

La modalità di lavoro che vi ho proposto è il racconto. Esistono altre modalità ampiamente consolidate: descrizioni basate su dettagliate griglie di osservazione, diari giornalieri, analisi delle pratiche secondo il modello francese, videoregistrazioni e microteaching… Credo che, in prima battuta e per il numero di ore disponibili, un approccio narrativo sia per noi la via migliore. Ho provato a presentarvi le peculiarità del racconto: non è una semplice descrizione (non ha pretese di oggettività), ma indubbiamente ne riprende degli aspetti; non è un progetto, ma esprimendo desideri e valutazioni, ha una valenza progettuale prefigurando in qualche modo una serie di dimensioni su cui intendete crescere e migliorarvi. Certamente lo stesso contesto di tirocinio può essere raccontato in più modi, tutti legittimi: le diversità nascono dalle vostre attese, dalla vostra storia professionale, dalle competenze che avete e da quelle che sono ancora da acquisire.  
  
Per chi è intimorito dalla pagina bianca mi sono permesso di offrire alcune domande, da interpretare ed usare nel modo più libero:
1. Come si apprende ad insegnare? Che ruolo ha la pratica? E come interagisce con le conoscenze teoriche? Che cosa ha appreso dal tirocinio?
2. Che cos'è un ambiente di apprendimento? Quali sono i suoi elementi? Nel tirocinio che ambienti di apprendimento ha avuto modo di sperimentare?
3. Come un insegnate progetta le sue attività?
4. Come si insegna? Quali mediatori vengono utilizzati? Come? Quali scelte e motivazioni alla base di tali usi?
5. Come si valuta? Non solo in termini di valutazione finale, ma come processo che pervade l’intero percorso di insegnamento?

Ho anche sottolineato l’importanza di creare una comunità di lettori: se quanto da voi scritto fosse letto solo da me i vostri scritti sarebbero sotto utilizzati. In tal senso vi ho invitato a trovare forme di pubblicazione on line per permettere (possibili) reciproche letture.
Il gruppo A051-A052 ha optato per una tradizionale mailing list, il gruppo A039-A043 ha scelto invece un blog chiuso. Sono molto grato a Lorenzo Vito e Petra Chiarucci, amministratori del blog, per la disponibilità che hanno fornito e all’intero gruppo per gli alti livelli di partecipazione mostrata. Interessante la scelta del nome e del sottotitolo: Il Tieffeario. Ma chi ce l’ha fatto tfa? In tempi come questi essere creativi e saper sorridere sono buone risorse. Sono molto affezionato allo strumento blog  e spero di poter leggere presto post interessanti  (del resto visti alcuni nickname scelti (unknown, Corsara nera, xxx…) mi aspetto racconti davvero intriganti…). Con il terzo gruppo vedremo che strumento adottare. Segnalo sin da ora che non ho nulla in contrario a forme di comunicazione tra i tre gruppi: spero sia possibile, ammesso che ci siamo persone interessate, aggiungersi alla mailing list e al blog.

Una ultima cosa per questo post. Mi sono già giunti due racconti. Li ho letti molto volentieri. Ragionerei così: in fondo a questo post, che aggiornerò, inserisco l’elenco alfabetico di coloro che hanno realizzato il racconto. Nella prima parentesi quadra inserisco quello che a mio avviso è il punto più interessante, nella seconda parentesi quadra inserisco  alcuni punti su cui vorrei discutere, nella terza la valutazione che anticipa la formalizzazione in sede di appello.

Se volete pubblicare i vostri lavori e renderli disponibili a tutti non ho nulla in contrario anzi lo consiglio. Suggerisco per chi lo volesse di avere le seguenti attenzioni: evitare di far figurare il nome della scuola o di tutor, pubblicare il racconto utilizzando Scribd (http://www.scribd.com/, è lo YouTube dei file doc, del tutto gratuito), inviarmi l’indirizzo (sarà mia cura pubblicare l’elenco degli indirizzi o qui o in un apposito post).   

Ecco infine l’elenco:
Achilli, Ilenia [interessante il riferimento al rapporto ascolto-empatia][ “essere bravi ad apprendere non significa automaticamente essere bravi a insegnare”,” si può affermare di aver iniziato l’apprendimento dell’insegnamento nel momento stesso in cui ci si propone non di insegnare, ma di insegnare ad apprendere”, “attraverso l’ascolto si stabilisca quel link empatico fra il docente e gli alunni”, una domanda finale: tutto assolutamente positivo?][idonea]
Alesi, Elisa [interessanti le motivazioni che hanno originato la scelta professionale : “Ho capito di voler fare l’insegnante studiando. Mentre leggevo saggi di storia, di letteratura e mi soffermavo a riflettere sul senso di certe poesie, sentivo che tutte quelle pagine e pagine non dovessero restare chiuse in me ma avvertivo la necessità di condividerne la bellezza e l’importanza”][la scuola privata, “Il primo giorno di tirocinio ero agitatissima, come se fosse realmente il primo giorno di scuola”, gestione del primo contatto con gli studenti][idonea]
Amici, Monica [molto interessante le osservazioni sui limiti del ruolo dell’insegnante][le paure dell’insegnante, formazione dell’insegnante come working in progress][idonea]
Anconetani, Sara [interessante l’idea dell’insegnamento come progetto di vita][carisma, formazione come creazione di una identità e di una rete di relazioni, multiculturalità, i mediatori][idonea]
Angelino, Vittorio [Interessante la descrizione degli studenti][scuola paritaria, “questo tirocinio mi è servito soprattutto a riconciliarmi con il mestiere di insegnare. E questo lo devo certamente in primis alla mia tutor d’aula, al suo spirito fanciullesco a dispetto della non più verde età, alla sua passione che travalica con determinazione la fatica, alla sua quasi ingenua umanità, al suo interessarsi a ciascuno dei suoi alunni”, notevole la descrizione degli studenti, “la prima virtù richiesta all’italico docente, e questa il TFA forse ce l’ha insegnata veramente a dovere, è il …..” ][idoneo]
Angiolelli, Lorenzo [interessanti le osservazioni sull’oggetto della valutazione][colloqui con i genitori come esperienza di tirocinio, insegnante tra formazione e doti innate, difficoltà organizzative del tirocinio][idoneo]
Bartelucci, Francesca [interessante la proposta di “tenere una sorta di diario“] [ruolo del dirigente, isolamento dei singoli insegnanti, “tenere una sorta di diario“, la struttura della lezione, stili didattici e stili cognitivi, scambio docente tutor e tirocinanti] [idonea]
Bigagli, Jenny [motivazione allo studio][rischio di una visione della scuola come distributore automatico di nozioni, dimensione attiva del tirocinio][idonea]
Biondini, Irene [interessante l’importanza del contesto e di un atteggiamento empatico] [gli aspetti intangibili, travasare/rigenerare, valutazione delle interrogazioni] [idonea]
Brandi, Paolo [Interessante la presentazione della progressione dalla lezione improvvisata a quella sistematicamente costruita] [interessante la metafora dell’aula come campo di calcio, efficacia di una narrazione][idoneo]
Bruni, Ilenia [interessante il riferimento alle competenze relazionali del docente tramite il confronto tra le due insegnanti tutor] [grande orologio, clima sereno e disteso, percorsi tematici dalla classicità alla contemporaneità] [idonea]
Butteri, Eleonora [interessanti i riferimenti all’educazione interculturale][lo spaesamento del tirocinante, ” Panico a parte, credo che non abbiano percepito la differenza tra me e nessuno”, empatia, “Le relazioni vanno costruite, non osservate. Questo mi è mancato”, “Ho fatto una lezione, ma non c’è stata una vera interazione. Ero concentrata su me stessa, invece che su di loro”][idonea] 
Buzzo, Francesca [interessanti le osservazioni sulla corporeità di chi insegna: postura, voce][utilizzo del mediatore analogico, ricerca e professionalità docente][idonea]
Caserta, Silvia [interessanti le osservazioni sulle emozioni di chi appresta a diventare insegnante][la prima parte mi ha fatto ricordare il titolo di un film "l’angoscia del portiere prima del calcio di rigore", confronto tra le modalità di conduzione della classe di due diversi tutor, clima d’aula, meccanismi di coinvolgimento, creazione di un identità professionale tramite l’adozione, anche fisica, di un punto prospettico] [idonea] 
Cecchetti, Valentina [scarto tra teoria e pratica nella formazione degli insegnanti][uso della lim, dall’istituto per geometri alla storia dell’arte][idonea]
Cenciarelli, Emanuela [interessanti le note sulla pervasività della valutazione][geografia e formazione, pervasività della valutazione, peculiarità del tirocinio e ruolo del docente][idonea]
Chiarucci, Petra [conservo il nick] [importante il rapporto tra ricerca e attività didattica] [didattica dell’italiano, studenti 2.0] [idonea]
Cicchella, Luana [molto interessanti le esperienze di rapporto scuola/territorio][bisogni educativi speciali, formazione continua][idonea]
Conti, Peter [interessanti le diverse esperienze di insegnamento tra università e scuola][empatia: “mettersi nei suoi panni e capire di cosa ha bisogno per imparare la lezione al meglio delle sue possibilità; essere pronto ad adattare il suo modo di operare fino a, se necessario, sconvolgere il programma della lezione che aveva in mente”, “Ho imparato che saper ridere con sé stessi e con gli altri è un’arma di potenza inaudita”, il problema dei livelli di apprendimento][idoneo]
Coppari, Cecilia Maria [interessanti le note sui timori di chi si appresta ad insegnare][empatia, gestione del gruppo classe, le emozioni][idonea] 
Corsara, Nera [nick di Sara Sbattella] [interessanti le osservazioni sul ruolo del tirocinio diretto] [“la migliore lezione mi è stata offerta dallo svolgimento del tirocinio diretto”, “Reputo fondamentale instaurare un rapporto personale con gli alunni: ricordare il nome di chi si ha davanti significa dargli importanza”, “Reputo le moderne tecnologie un utile strumento didattico e di diffusione del sapere (ho utilizzato molto volentieri la LIM durante la mia lezione), ma anche dei terribili congegni spersonalizzanti, che annichiliscono il cervello”, “il giorno più bello del mio tirocinio è stato quando, dopo aver tenuto la mia lezione, i ragazzi per la prima volta (dopo più di un mese che ero con loro) mi hanno chiamata Professoressa. Ebbene sì, ero stata riconosciuta come tale. E non c’è TFA, laurea, voto o esame che tenga, rispetto alla loro promozione. Ora ne sono certa: sono diventata una Professoressa”] [idonea]
Cuba [nick di Claudia Colletta] [interessanti gli usi della lim][“L’impatto fu durissimo. Ricordo che non riuscivo a sentire la mia voce da quanto chiasso c’era in aula. Era una classe seconda. La terribile II D, la cui docente di italiano, supplente a sua volta, aveva rinunciato alla cattedra «perché la classe era troppo indisciplinata»”, diversità dei contesti, ho appreso l’importanza dell’uso della LIM, didattica laboratoriale, le consuguenze negative del precariato in relazione al sistema scolastico][idonea]
De Angelis, Federica [interessanti le note sulle aspettative dal mondo del lavoro, sull’esperienza del TFA e sul tirocinio][“permanenza”  della scuola e del ruolo dell’insegnante,” per quanto gli alunni possano sembrare distratti, in realtà non si lasciano sfuggire nulla”][idonea] 
Di Felice, Valeria [interessanti i cenni all’uso didattico di Google Earth][“la geografia sconta ancora le conseguenze di un retaggio culturale di larghe vedute che fa coincidere la geografia con l’insegnamento di una nomenclatura di nomi“, uso della lim, didattica della geografia][idonea]
Dioguardi, Vito Lorenzo [interessanti le osservazioni sulla figura del docente e sulla scuola pubblica] [“la legge è legge e la legge ordina che la precarietà è alla base della scuola pubblica italiana”, “La scuola è l'ultimo baluardo di dignità”, studio tra piacere e obbligo, “Trasmettere valori morali”, empatia][idoneo]
Faraone, Federica [interessanti le considerazioni iniziali sull’importanza e la durata del tirocinio][ “Ritengo che gli alunni, troppo spesso accusati di superficialità, siano in grado di giudicare in maniera profonda le persone che si trovano di fronte, sapendo riconoscere e stimare il docente che mette il massimo dell'impegno e della dedizione nel lavoro che svolge”, interazione docente-studente,limiti degli strumenti digitali, “La possibilità di svolgere un tirocinio diretto della durata di un anno, ad esempio, avrebbe contribuito a far maturare questa attitudine e a rafforzare le capacità comunicative dei futuri docenti”][idonea]
Fava, Simona [interessante la presentazione del percorso di costruzione di una lezione e dei suoi esiti][utilizzo di strumenti digitali, emozioni dell’insegnante][idonea]
Ferra, Marilena [interessanti le osservazioni sulla solitudine dell’insegnante][come nasce la passione per l’insegnare, l’horror vacui, “aprirmi all’imprevisto”, valutazione, bello il riferimento a Starnone][idonea]
Fiorenzo [conservo il nick] [interessante il riferimento all’insegnamento agli adulti][geografia ed educazione degli adulti, uso della lim, poesia][idoneo]
Frontaloni, Elena [interessanti i tre microprogetti realizzati] [“mestiere-passione”,”ascolto silenzioso e rispettoso dei testi”, luce e pulizia, sito perseus, mediatori e strumenti didattici] [idonea]
Gabbrielli, Marta [interessante descrizione di una lezione, dei timori e delle attese][progettare è immaginare ed immedesimarsi: un aspetto empatico?, ][idonea]
Giorgini, Alessandra [interessanti i riferimenti all’uso dell’ipad][descrizione di sé, relazione con il tutor, modello di insegnante, strumenti digitali, disabilità, relazione con gli studenti, valutazione][idonea]
Giulietti, Ilenia [interessante il riferimento all’autonalisi][personalizzazione della classe, ambienti per i docenti, uso del libro di testo, l’uso della lim e di yuotube][idonea]
Gravano, Simone [interessante la descrizione del ruolo della pratica nella formazione dell’insegnante][la scuola come bottega artigiana, "Il tirocinio effettuato a scuola è stato senz’altro una delle esperienze più formative del mio percorso, poiché mi ha consentito di comprovare le mie capacità, dandomi la possibilità di sperimentare e confrontare le mie competenze"][idoneo]
Lacerra, Martina [molto interessante la funzione conoscitiva delle metafore: in questo caso l’equilibrista][“È certamente vero che un bravo equilibrista debba badare a proseguire lungo il tragitto, senza precipitare. È pur vero però che egli ha il diritto e il dovere di godere della sua abilità o dei suoi limiti, di pensare e riattraversare il suo percorso, di alzare gli occhi e guardarsi intorno. Mi è mancato il tempo di alzare lo sguardo”, “Una mattina una ragazzina di prima media mi ha candidamente chiesto: "Prof, ma che cos'è una libreria?"”, “Credo che insegnare significhi vivere in eterno contrasto, tra polarità irriducibili ed equipotenti”][idonea]
Maggi, Lavinia [interessante la dimensione emotiva legata tanto ai ricordi da studente quanto al rapporto con la tutor:  “maggiore o minore simpatia”, “coinvolgimento emotivo”] [rischi della multimedialità, riluttanza rispetto all’apprendimento mnemonico, esempi all’interno della lezione intesi come mediatori attivi (attenzione!), mediatori iconici/lavagne/interazione con gli allievi, autovalutazione dell’insegnante (sarebbe interessante discutere sulle diverse tipologie di lezione)] [idonea]
Magrì, Maria [molto interessante l’uso laboratoriale della biblioteca che può costituire un esempio di mediatore attivo] [incontri con gli scrittori, il clima d’aula, le regole condivise, lettura del testo come mediatore attivo (attenzione!),  traduzione latino-inglese, mappe concettuali, rapporto scuola-famiglia, dimensione informale nella formazione professionale]  [idonea]
Mancini, Donatella [interessante la visione della scuola che viene proposta, ci sarebbe da ragionare sul rapporto scuola lavoro][“La scuola deve formare il cittadino, deve insegnare l’onestà, l’integrità, la legalità, la lealtà, la compassione. Una persona così, sarà sicuramente un ottimo ed affidabile lavoratore. È nella scuola che nascono le coscienze. Le dittature sudamericane, non a caso, avevano soppresso le facoltà umanistiche”, “ho della scuola un’idea un po’ romantica, dove si dia più spazio alla componente emotiva e creativa, ai valori e un po’ meno a quella tecnico-amministrativa. Tanto lo so che prima o poi uscirà fuori un pedagogo di chiara fama che affermerà che finora è stato tutto sbagliato ed è il caso di tornare a leggerci il “Libro cuore”…” ] [idonea]
Maoloni, Sabrina [interessante il raccordo tra tirocinio diretto e indiretto][trasmettere la passione per la propria disciplina, disabilità, tirocinio indiretto][idonea]
Marcianò, Enza [interessanti le osservazioni sul ridotto scarto generazionale e sulle possibili innovazioni delle metodologie didattiche: ma c’è qualcosa di veramente nuovo?][L’esperienza di tirocinio mi ha insegnato che la scuola non è  tanto cambiata dal giorno in cui ho lasciato i banchi di scuola: i ragazzi sono sempre gli stessi, poco interessati a ciò che si impara in classe, perché non vedono l’utilità di quello che apprendono oppure si sentono poco coinvolti dalla lezione del professore che sembra fare un monologo tra sé e sé”, tipologia di lezioni, innovazione e tradizione nelle metodologie didattiche][idonea]
Mariotti, Giovanni [interessanti le osservazioni realtive alle competenze trasversali][diversa motivazione verso le discipline umanistiche e le discipline professionali, utilizzo delle immagini][idoneo]
Mingo, Giovanna  [interessanti le osservazioni sull’insegnamento come arte][i timori del supplente, uso dei mediatori, valutazione][idonea]
Montesarchio, Elena [interessante il discorso sul metodo di studio come preparazione all’università][bilanciare autorevolezza ed ironia, mappe concettuali e schemi, traduzione italiano- latino-inglese][idonea]
Mosca, Susanna [interessante lo scarto tra scuola paritaria e scuola pubblica][scuola paritaria scuola pubblica, presenza di un disabile in classe, diversità di modi di insegnamento: “Alcuni di essi passavano l’ora a leggere il manuale, senza neanche alzare la testa per vedere se gli alunni seguissero o meno, altri  a dettare tutto quello che ritenevano opportuno”,  empatia: “Essere insegnante non vuol dire solo passare un’ora a spiegare o interrogare, ma vuol dire anche parlare con la propria classe, conoscere i pareri degli alunni, sapere qualcosa in più sulle loro vite”][idonea]
Nikita [nick di Arianna Cameli] [interessante l’uso delle mappe][inserimento multimediale, scarto educazione degli adulti/altre educazioni, la metafora del viaggio e del docente come migrante, empatia?: “la mia prima lezione con una terza classe su Pirandello, uso un linguaggio semplice e cerco di spiegare le forme e le maschere, mi metto nei loro panni per un po' e provo a dire loro che forse è tutto un trucco e che anch'io in fondo non sono affatto come mi vedono. Cosa vuol dire essere se stessi? Bella domanda, ve la farete per tutta la vita”, uso delle mappe, “Se un giorno insegnerò e "salirò a bordo" dovrò adeguarmi a tante cose, ma non a troppe” ][idonea]
Orsili, Paolo [interessante la proposta di lavorare per percorsi tematici] [mediatori attivi (attenzione), “carattere empatico”, relazione con il tutor d’aula] [idoneo]   
Pace, Manuel [interessante la presentazione della dirigente][una delle più appassionate visioni della scuola con al centro lo studente presentata paradossalmente attraverso il racconto delle modalità di azione della dirigente][idoneo]  
Paoletti, Marco [molto interessante l’evoluzione del suo tirocinio][I primi 15 minuti: “Il brusio, l’irrequietezza e gli sguardi curiosi dei ragazzi verso di me che ero seduto accanto al loro prof. sono durati neppure un quarto d’ora, dopodiché l’attenzione di ognuno si è ridistribuita equamente tra il professore e il vicino di banco fino al suono della campanella. Nuova classe, stesso copione: curiosità iniziale e poi indifferenza”, “William Stoner, il diligente insegnante protagonista del capolavoro di John Williams che nonostante i propri sforzi rimarrà sempre un estraneo per studenti e colleghi”: non conosco il romanzo… mi fornisce gli altri dati bibliografici?, empatia?: “Quarantadue occhi addosso e un silenzio cerebrale erano pronti a mettermi alla prova, a darmi la possibilità di guadagnarmi la loro stima partendo da un argomento di storia. Dapprima hanno iniziato ad annuire con la testa, con gli occhi, poi hanno cominciato ad intervenire vivacemente palesando dubbi e curiosità. In quei momenti ho capito, grazie a loro, che è dovere di ogni insegnante essere tanto disponibile quanto preparato a rispondere in maniera pertinente e diretta ad ogni alunno, cercando di fare anche il primo il passo se si tratta di vincere la timidezza altrui”] [idoneo]
Paparelli,  Maria Chiara [sono particolarmente interessanti sia una serie di meccanismi attivati all’interno della classe sia il ritratto della tutor: capacità di ascolto e scelta dei tempi/modi di intervento][notevole l’approccio per punti, i cartelloni, prezi, uso della voce, circle time, bottiglia dei ricordi ][idonea]
Pelloni, Giulia [interessante il raffronto tra le due diverse realtà del tirocinio] [valori e professionalità docente, intuizione-empatia, bes, la figura del tutor] [idonea]
Piersantelli, Sara [davvero bello l’incipit, notevole la vis polemica][responsabilità e limiti dei docenti, “Li ho visti per la prima volta due mesi fa, questi io in maturazione, questi cervelli adolescenti, svegli, giocosi, divertenti, allegri”, la disabilità], lezione frontale (attenzione in percorsi universitari ci sono anche laboratori, esercitazioni, tirocini…)][idonea]
Pignocchi, Chiara [interessante l’attenzione verso i mediatori iconici e attivi] [uso della lim, gratificazione del docente, lezione come narrazione di una relazione/esperienza, viaggio come mediatore didattico, che immagine vorrebbe dare di sé come insegnante?] [idonea]
Radice, Marialuisa [importante l’osservazione su come l’insegnamento non determini in modo necessario l’apprendimento: tanto il docente quanto lo studente hanno le loro responsabilità ] [“S’impara soprattutto attraverso le richieste”, rapporto tra tangibile ed intangibile, riferimenti ad un altro racconto, lo status di supplente, scarto medie liceo, il tutor come esempio di immedesimazione (empatica?) negli studenti, il problema della valutazione ] [idonea]
Renzi, Giuseppe [interessanti le osservazioni sulla figura del tutor][possibile utilizzo di strumenti digitali, valutazione][idoeno]
Ridolfi, Lucia [originale e creativa la forma espositiva prima ancora del contenuto][famiglie, occhi, pizzaiolo, zeta][idonea]
Ridolfi, Sara [interessanti le osservazioni relative allo scarto tra la dimensione progettuale e quella operativa][relazione docente tutor, progettazione di una azione didattica, il contesto, le competenze relazionali][idonea] 
Romagnoli, Elisa [interessante il legame tra tirocinio diretto e indiretto][“Le ore di tirocinio diretto e indiretto sono state senza dubbio quelle più istruttive, utili, interessanti, gradevoli e ben spese del mio TFA!” ][idonea]
Rosetti, Nicoletta [interessanti le osservazioni sull’utilizzo delle immagini][rivalutazione della lezione frontale, uso della lim, mediatori didattici, formazione continua degli insegnanti, diverse modalità di gestione della classe, valutazione, le paure dell’insegnante, disabilità][idonea]
Salvatori, Anna [interessanti le osservazioni iniziali sulla scuola paritaria][“la sensibilità, la capacità di ascoltare, la propensione verso l’altro, la capacità di comprendere lo studente, di aiutarlo a tirare fuori il meglio di sé, facendogli scoprire i suoi talenti, di lavorare sugli aspetti deficitari e valorizzare i tratti positivi della personalità” (empatia), ruolo dell’insegnante, licei e istituti][idonea]
Salvi, Maria Elisabetta [interessanti le considerazioni finali in relazione al tirocinio][“Entrata in classe gli sguardi dei ragazzi, molti poco più che bambini, erano tutti su di me”, disabilità][idonea]
Seccardini, Luca [insegnamento e dimensione emotiva: “La sintonia si costruisce attraverso la conoscenza dell'altro, entrare in sintonia con gli alunni è penetrare il loro mondo, significarlo a partire da loro“ (empatia?)][dimensione interdisciplinare della didattica, “Io penso sia indispensabile (…)prevedere all'interno del canale formativo almeno un corso di etnopedagogia e uno di sociologia dell'educazione”][idoneo]
Seghetti, Barbara [interessanti osservazioni sulla formazione della motivazione all’insegnamento][vocazione all’insegnamento, piacevolezza del tirocinio, diversi climi d’aula][idonea]
Sharing [conservo il nick][di grande interesse i riferimenti all’intercultura e alla disabilità] [funzione del tirocinio: “Per me le ore di tirocinio diretto, a contatto con i ragazzi, a contatto con gli insegnanti, sono state oro puro”, ruolo dell’insegnante][idonea]
Siliquini, Giada [interessante la metafora della fabbrica][il rapporto tra compiti decisionali e competenze tecniche sarebbe da approfondire, aule sovraffollate, Calmandrei e la scuola come organo costituzionale][idonea]
Sorichetti, Silena [interessante l’idea dell’insegnamento come arte][“presenza dominante di studenti maschi, i cui ormoni zampillavano di banco in banco”, “tra me e me pensavo semplicemente ad una cosa....ad una banalissima cosa: “Ma come fa ad insegnare?””, rapporto scuola società, il finale sembra tronco][idonea]
Vecchiarelli, Alessandra [interessante la descrizione delle nuove generazioni][empatia:“ è bene, almeno all’inizio di un percorso, abbandonare l’ansia del trasmettere nozioni, per darsi il tempo di capire quali persone siedano dietro ai banchi”, interessanti i diversi approcci per le studentesse e gli studenti… didattica e differenze di genere sarebbe un discorso molto interessante][idonea]
Verdicchio, Alessandra [interessante l’osservazione sulla necessità di formare alle nuove tecnologie][importanza dell’interazione teoria e pratica, l’aula insegnanti, utilizzo della biblioteca, “In una classe erano riportati anche in un cartellone gli errori più “divertenti” e le traduzioni “più bizzarre” di alcuni passi di versioni, sintomo questo di un’acquisita capacità autoironica di sdrammatizzare”, articolazione e finalità dell’istruzione superiore, attività teatrale][idonea]
Vitellozzi, Pierluigi [interessanti le osservazioni relative alla discussione in classe sulle diverse tipologie di studenti ][funzione del docente, motivazione degli studenti e mass media][idoneo]
Zacconi, Francesca [interessante il riferimento alle paure di chi insegna][uso della lim  e dei mediatori iconici, valutazione][idonea]

[versione 11, aggiornato al 28 giugno 2013]