lunedì 29 novembre 2010

Immagini per raccontare: un esempio francese

Ho trovato, ormai tempo fa, un libretto (Jean Perrot, Fernad Fau, 30 Histories ed images san paroles a raconter par les Petits, Librairie Classique Fernad Nathan, Paris, senza indicazione di data di stampa, ma direi primo Novecento) che mostra quanto nelle proposte didattiche possa essere stretto il rapporto tra immagine e racconto. L'idea presentata, ma si tratta con ogni probabilità di una enfasi di natura tutta pubblicitaria, viene indicata come una novità assoluta: la proposta consiste nel far raccontare storie a partire da trenta immagini (o gruppi di immagini). L'intento educativo emerge, oltre che dai riferimenti alla vita quotidiana, dalle "virtù" che le storie vorrebbero presentare (e promuovere): gentilezza, impegno, pulizia, onestà, generosità, coraggio.... A tali "virtu" sono ovviamente contrapposte storie con le conseguenze negative legate a "vizi" come la disobbedienza, la maleducazione... Per un esempio rinvio a questo link:
L'idea di per sè è molto semplice, anche se il fatto che il libretto in questione sia arrivato alla dodicesima edizione ne mostra in qualche modo l'efficacia.
Certamente prima di ragionare in termini teorici sull'uso educativo delle immagini e sul rapporto tra immagine e racconto, sarebbe importante coglierne in termini storici l'evoluzione.

sabato 27 novembre 2010

Carrino e Giuliani alla Coppetella

Gilberto Marconi mi ha invitato il 20 novembre scorso alla Parrocchia del S. Cuore alla Coppetella a Jesi: l'occasione era data dall'installazione della croce di realizzata da Nicola Carrino. Bell'incontro partecipato con testimonianze (che avrebbero meritato di essere registrate) di Nicola Carrino e Giuliano Giuliani. Ho potuto rivedere l'altare realizzato da Giuliani a partire da un blocco di travertino. Belle emozioni.
Queste le foto:

venerdì 19 novembre 2010

Schön e il tirocinio come mondo virtuale

Stavo pensando ad alcune questioni legate alla formazione degli insegnanti e soprattutto alla funzione del tirocinio... Ho ritrovato la definizione di tirocinio come mondo virtuale di Schön, tema su cui sarebbe interessante lavorare:

"Il tirocinio è un setting progettatto allo scopo di apprendere una pratica. In un contesto che si avvicina molto al mondo della pratica, gli studenti apprendono attraverso il fare, sebbene il loro fare abbia una piccola ricaduta sul lavoro del mondo reale. Essi apprendono per mezzo di progetti prestabiliti che simulano e semplificano la pratica; oppure prendono parte a progetti del mondo del mondo reale ma sotto una stretta supervisione. Il tirocinio è un mondo virtuale, relativamente libero da pressioni, distrazioni e rischi rispetto al mondo reale, nonostante si riferisca ad esso. Si colloca nello spazio intermedio tra il mondo della pratica, il "profano" mondo della vuta ordinaria, e il mondo specialistico del sapere accademico" (Donald Alan Schön, Formare il professionista riflessivo, edizione italiana a cura di Maura Striano, Angeli, Milano 2006, p. 72)

domenica 7 novembre 2010

La presa di Ancona in un quaderno scolastico

Mi sono preso un mezz'ora di pausa per sistemare la mia piccola collezione di quaderni scolastici. Tra quanto ho recentemente trovato ce n'è uno con una copertina che non mi era mai capita di vedere: un disegno della presa di Ancona del 29 settembre 1860. Il disegno è assolutamente di fantasia, ma è espressione della notorietà a suo tempo raggiunta dall'episodio, soprattutto se si tiene conto della sede decentrata dell'editore. Lavorare sull'uso didattico delle immagini rappresenta una prospettiva interessante: pagelle, quaderni hanno rappresentato una forma oggi in definitiva abbandonata per istruire ma anche per indottrinare (sto ovviamente pensando alle pagelle durante il fascismo)... sia pure in forme diverse una attenzione all'immagine è sempre stata presente prima dell'avvento della rivoluzione digitale.
Dimenticavo, la copertina è visibile a questo indirizzo: http://www.flickr.com/photos/25911409@N08/5153712019/in/set-72157625206008377/

mercoledì 3 novembre 2010

Per C.B. L' Alfabetiera e Munari

Per C.B.
Sempre pensando alla sua tesi su Munari, le segnalo di Stefania Bassi, Cristiana Zambon, Daniela Bassi, Alfabetiera, Lapis Edizioni, Roma 2010. E' un libro/oggetto interessante: fornisce una serie di adesivi da pplicare sulla tastiera di un computer per trasformare l'apprendimento della scrittura in un gioco tramite la proposta di una serie di esercizi: individuazione delle lettere dell'alfabeto tramite il piccolo disegno nell'adesivo sopra il tasto, individuazione di numeri tramite una serie di indovinelli, ... la rinvio al sito dell'editore per maggiori approfondimenti: http://www.edizionilapis.it/it/libro.php?id=261.
Ripensando a Munari una prima riflessione è la seguente: Munari con i prelibri ha voluto avvicinare e familiarizzare i bambini al libro. E' possibile immaginare Munari che realizza dei precomputer? E' una idea del tutto fuori luogo? Se è possibile ragionare intorno al rapporto tra Munari e libro/scrittura, cosa si può dire del rapporto tra Munari e il mondo digitale?
Più in particolare, ecco la seconda riflessione, Munari con l'Alfabetiere si è occupato dell'insegnamento della scrittura. Andando oltre Munari, ma proseguendo sulla sua linea, cosa si potrebbe dire? Nelle realizzazioni di Katsumi Komagata la prospettiva di Munari viene ripresa? Nell'Alfabetiera, che unisce scrittura, videoscrittura e gioco, possiamo ritrovare lo spirito di Munari o no?
Mi faccia sapere, ho comunque una copia dell'Alfabetiera in studio...

lunedì 1 novembre 2010

Per A. M. - Una recente indagine su videogiochi e genitori

Per A. M.
Segnalo per la sua tesi sui videogichi una recente indagine su un tema che va sviluppato: il rapporto tra genitori e videogiochi. L'indagine promossa dalla AESVI (Associazione editori software videoludico italiana) e ISPO (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) è disponibile on line al seguente indirizzo:
http://www.aesvi.it/cms/view.php?cms_pk=1427&dir_pk=902
Le consiglio di visionare anche gli altri materiali presenti nel sito della AESVI, che per quanto non sia disinteressata, presenta una documentazione di grande interesse. Mi faccia sapere....