domenica 15 maggio 2011
Munari, Belgrano e l'uso di immagini per raccontare
mercoledì 4 maggio 2011
Sulle tesi di laurea 2
Inserisco, provando a sintetizzarle, le indicazioni che abitualmente fornisco:
1. Concordato l’ambito di lavoro, si tratta di a) individuare un titolo provvisorio, b) realizzare una bozza di quella che diventerà, adeguatamente rivista, l’introduzione in cui viene presentata l’idea progettuale, c) realizzare un indice provvisorio con i titoli dei capitoli, d) stendere una bibliografia con i primi titoli letti o da leggere.
2. Solo dopo questa piccola produzione è possibile individuare il titolo definitivo da depositare in segreteria.
3. Il passo successivo consiste in ulteriori letture e nell’iniziare a stendere un primo capitolo.
4. Su come citare e come realizzare la bibliografia si consiglia di fare riferimento ad un paio di libri che certamente avete studiato (vero?) come Rossi, P.G. (2005), Progettare e realizzare il portfolio, Roma, Carocci o Bruni, F. (2009), Blog e didattica. Una risorsa del web 2.0 per i processi di insegnamento, Macerata, EUM.
5. Il confronto con il contesto internazionale è indispensabile: con ogni probabilità nel corso del lavoro per la tesi sarà necessario leggere articoli e testi in lingua inglese. Se, nonostante l’obbligo previsto dal corso di studi, ritiene di non essere in grado di leggere saggi in lingua inglese, la invito a trovare un altro relatore.
6. Sui testi indispensabili per la stesura della tesi: una delle principali abilità nella vita consiste nell’essere autonomi nel reperire quanto serve. Non è mia abitudine prestare libri (lei mi scuserà, ma ne ho persi troppi…): esistono molte biblioteche e sarà mia cura aiutarla a cercare quella giusta. Mi permetta di farle presente che forse qualche opera merita anche di essere acquistata…
7. Troppo spesso le tesi consistono nella sintesi di una serie di letture: affiancare, magari utilizzando intelligentemente il tirocinio, una parte empirica (da un’indagine in una classe alla sperimentazione di strumenti didattici di vario genere) è una prospettiva che le suggerisco di tener presente sin dall’inizio.
8. Quando un capitolo è pronto va consegnato in copia cartacea (la prego cortesemente di non inviarmi allegati via mail: purtroppo per me le migliori ore di lettura sono quelle in treno) in orario di ricevimento e presentato illustrando quali sono stati i testi letti e come sono stati utilizzati. La prego di accompagnare sempre il capitolo con una copia dell’indice e della bibliografia (Le faccio presente sin da ora che tutti i testi citati nella tesi devono essere presenti in bibliografia, e che tutti i testi elencati in bibliografia devono essere utilizzati nei vari capitoli della tesi).
9. Nel momento in cui mi consegna il capitolo sono solito indicare la data in cui lo restituirò letto e annotato (se mi dimenticassi di indicarle la data, me la chieda!).
10. La prego cortesemente di evitare la presentazione dell’intero lavoro di tesi (a meno che non si tratti della lettura finale dell’intero lavoro), o di parti di capitolo.
11. Di capitolo in capitolo si procede fino alla consegna dell’intera tesi per un'ultima lettura complessiva. La prego di consegnare il materiale per l’ultima lettura almeno 15 giorni prima della scadenza della consegna del cd rom in cui deve essere presente la versione definitiva della tesi (apporrò le firme sul cd solo a patto che questa indicazione sia rispettata).
Sulle tesi di laurea 1
Per le studentesse e gli studenti che vorrebbero chiedermi la tesi
Ho seguito e sto seguendo molte tesi, sarei tentato di dire troppe, dal momento che vorrei seguirle con attenzione e cura maggiore di quanto mi riesca. Viste le esperienze accumulate in questi anni, piuttosto che ripetere in modo frammentario ed incompleto quanto mi capita di dire a chi bussa alla porta del mio studio, provo a scrivere tutto in un paio di post. Procedo per punti: a costo di essere schematico vorrei evitare qualsiasi fraintendimento…
1. Il primo e fondamentale punto consiste nella lettura di un brevissimo scritto di Italo Mancini, intitolato Lettera a un laureando disponibile on line all’indirizzo http://www.uniurb.it/scirel/biblioteca/guida.pdf.
2. La lettura del breve testo di Italo Mancini non serve tanto a dare indicazioni tecniche su come realizzare una tesi di laurea (il modo di realizzare citazioni e bibliografie è cambiato…), quanto a suggerire, sia pure con un linguaggio che le potrà sembrare desueto, il senso della realizzazione di una tesi. Per quanto possa apparire banale o retorico la realizzazione di una tesi è un lavoro impegnativo che la vede come protagonista di un percorso che non consiste nel semplice riassunto di qualche testo frettolosamente letto e parafrasato.
3. La realizzazione di una tesi implica quindi l’individuazione di un ambito di lavoro, di un problema su cui raccogliere dati che sono da rielaborare. Le chiedo un atteggiamento attivo e partecipe: mi rendo conto che tale prospettiva possa non entusiasmare chi vede il lavoro della tesi come l’ultimo ostacolo burocratico di un percorso percepito in maniera riduttiva senza comprendere che la professionalità di chi insegna richiede visioni e strumentazioni adeguate.
4. Chiedere la tesi ad un docente implica averlo scelto e questo dovrebbe presupporre aver frequentato i suoi corsi, aver partecipato attivamente alle sue lezioni, aver posto questioni e discusso sui temi della sue discipline. Detto altrimenti ed in modo più crudo: eviti di chiedere di essere seguita per la realizzazione della tesi inviando una mail (le posso assicurare che mi è successo) o di fermare i docenti nei corridoi per la medesima richiesta (le posso assicurare che mi è successo anche questo…). Esistono gli orari di ricevimento…. Li usi!
5. Un ulteriore consiglio: è meglio che eviti di presentarsi usando espressioni del tipo “mi devo laureare tra 6 mesi”. Espressioni del genere mostrano una scarsa capacità di organizzare i propri impegni e fanno nascere una serie di dubbi facilmente intuibili. La laurea verrà dopo aver realizzato un lavoro che soddisfi, in maniera almeno minima, una serie di requisiti.
6. Ultimo consiglio (per questo post): si presenti con delle proposte di lavoro. Lei sarà l’autore/l’autrice della tesi, come può lavorare su un tema che non la interessa, che non la coinvolge e che non ha ricadute sulle sue future pratiche professionali?
lunedì 25 aprile 2011
Per M. F.: Enzo Mari e l'uso di immagini per raccontare
sabato 23 aprile 2011
Anagrammi 1
Il piccolo elenco di libri che segue è un elenco di libri effettivamente esistenti: gli autori sono reali e riportati esattamente, i dati tipografici sono egualmente esatti. In ciascun titolo una parola è stata sostituita. Una volta individuato il termine errato presente in ciascun titolo, vi invito a trovare il criterio che accomuna tutti i termini errati…
Se invierete un commento con la soluzione, provvederò a cancellarlo: se inserirete ulteriori autori/titoli formulati con lo stesso criterio che io ho utilizzato, l’esame finale diventerà più facile…
Belot A., Molies de jeunesse, Dentu, Paris 1876
Borghi C. et al. (a cura), Approccio cardiovascolare globale al paziente mlieso, Primula multimedia, Pisa 2003
Bradley M. Z., Le nebbie di Esilom, Longanesi, Milano 1986
Hoeg, P., Il senso di Smoeli per la neve, Mondadori, Milano 1997
Tolkien, J.R.R., La leggenda di Esomil e Gudrun, Bompiani, Milano 2009